domenica 3 aprile 2016

The N.D.E. (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Il vento urlava violentemente come a protestare contro le intenzioni di Nerio. Lo spingeva contro la parete azzurrina che stava alle sue spalle. Lo sbatteva con rabbia per convincerlo a cambiare idea. Nerio però era determinato e non aveva alcuna voglia di tornare a torturarsi come nel suo più recente passato. Aveva deciso e non sarebbe tornato indietro per alcun motivo al mondo. 
Il Ceylan InterContinental si affacciava direttamente sul Bosforo. Da quell’altezza era possibile ammirare la bellezza mistica di Istanbul e gustare l’odore di antico che proveniva dai quartieri vecchi della città. L’aria salmastra friggeva sulla pelle di Nerio come acqua minerale. Erano dieci minuti che attendeva l’istante perfetto. 
Aveva scavalcato la ringhiera del balconcino della sua suite. Si era spostato lentamente alla sua sinistra, fino a raggiungere la facciata dell’hotel. Sotto di lui, il vuoto; sopra la sua testa, l’insegna illuminata dell’hotel; alle sue spalle, il lusso e la solita quotidianità; davanti ai suoi occhi, la povertà e la vita di tutti i giorni. 
Nerio respirava lentamente, sentiva i battiti del proprio cuore e guardava avanti a sé. Le luci della città erano ipnotiche. I suoni che provenivano dalla vita corrompevano l’anima. Lui non poteva cedere. Aveva una missione. 
Aveva bisogno di sapere. 
Nessuno era riuscito a svelare i suoi dubbi, a rispondere alle sue domande. Aveva cercato su internet, contattato ricercatori, scavato tra pubblicazioni scientifiche, esoteriche, filosofiche. Nessuno rispondeva all’unica domanda che lo tormentava, neppure la religione. 
Lui doveva sapere. 
La sua ragazza gli aveva dato l’out out. L’aveva mollato così, senza remore. Gli aveva detto che era pazzo, che non voleva seguirlo in quell’impresa «È un suicidio!», aveva detto «Non voglio essere tua complice in questa follia». 
Nerio aveva atteso che la porta sbattesse portandosela via prima di scivolare a terra e lasciarsi tormentare da mille fantasmi. L’amava. Vederla andare via a quel modo lo aveva ferito più di ogni altra cosa. Ogni solidità a cui si era appoggiato era svanita. I suoi genitori lo avevano lasciato qualche anno prima. Gli amici erano in realtà conoscenze superficiali. Se non le cercava lui, loro non si facevano mai vive. Solo Viola aveva un significato profondo nella sua vita. Viola se ne era andata in lacrime. L’aveva lasciato perché non poteva fermarlo. L’aveva lasciato perché credeva che quella fosse l’unica arma in suo possesso per fermarlo. 
Lui doveva sapere. 
Aveva atteso un paio di giorni. Riflettuto a fondo. Aveva creduto profondamente in ciò che l’aveva convinto a esplorare quella via. Ricerche di anni e anni avevano portato tutte quante in un luogo geografico ben preciso. La Turchia, Istanbul. L’area geografica prendeva per lo più le acque del Bosforo, ma uno spicchio di terra era comunque compreso. Per sua fortuna, all’interno di quello spicchio c’era il Ceylan InterContinental Hotel. Perfetto per i suoi scopi. Enorme, lussuoso, asettico, pieno di cortese indifferenza e comodità tali da rendere impossibili da immaginare certe intenzioni; ovvero le sue intenzioni. 
Radunati i soldi, era partito con un bagaglio minimo. Non doveva destare sospetti. Sapeva che altri stavano seguendo la sua stessa pista. Sapeva anche che i loro scopi erano ben diversi da quelli che si prefissava. 
Lui voleva sapere. 
Gli altri volevano qualcos’altro. La rete era piena di accenni a possibili cambiamenti. Persino i Maya avevano intuito che qualcosa sarebbe successo. Dicembre 2012. Aveva scelto quella data non per caso, ma nemmeno per questioni legate a ciò che stava per fare. Avrebbe potuto farlo tranquillamente all’inizio del mese, o anche nel gennaio successivo. Gli piaceva l’idea di utilizzare quella data, per simpatia, per gioco, per scherzo. Senza contare che poteva mascherare le sue intenzioni con delle semplici vacanze natalizie. 
Attendeva l’alba. Il cielo si stava rischiarando. Mancava veramente poco e la città già fremeva di vita. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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