venerdì 29 aprile 2016

Le fontane del Paradiso - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Era parecchio tempo che non leggevo qualcosa di Clarke. Le fontane del Paradiso mi ha incuriosito perché parla di una cosa che, nel mondo della fantascienza, e non solo, si è sempre parlato: l'ascensore orbitale.
Ogni anno, per motivi di ogni tipo, decollano decine e decine di razzi con lo scopo di portare qualche satellite in orbita, per rifornire la ISS, o per lanciare nello spazio delle sonde esplorative.
Questi lanci sono molto costosi, molto inquinanti, e molto rischiosi, per quanto gli incidenti si contino sulla punta delle dita di una mano. L'idea dell'ascensore orbitale è piuttosto vecchia, e immagina una struttura ancorata sulla Terra che, come un ascensore, sia in grado di portare in orbita persone, oggetti, eccetera eccetera eccetera. Una struttura di questo tipo, una volta realizzata, potrebbe aprirci le porte verso il sistema solare, perché non si dovrebbe più lottare contro all'attrazione gravitazionale per lanciare sonde o astronavi. La cima dell'ascensore potrebbe diventare una sorta di porto spaziale, e l'ascensore stesso diverrebbe un ponte verso le stelle.
Ovviamente, per costruire una struttura del genere è necessario possedere una tecnologia che ancora oggi è al di fuori delle nostre capacità, per ora...

Clarke ci vuole raccontare la storia dell'ingegnere che oserà cimentarsi nell'impresa. La storia è ambientata più di un secolo avanti rispetto ai giorni nostri. L'ingegnere Morgan, reduce dalla recente costruzione del ponte sullo Stretto di Gibilterra, ha in mente un'idea folle, ovvero quella di costruire un elevatore spaziale. Secondo i suoi calcoli la struttura sarebbe possibile grazie a un nuovo materiale scoperto di recente, prodotto nel vuoto assoluto, e che già ha potuto utilizzare nella costruzione del ponte di Gibilterra. Si tratta di microfilamenti resistentissimi, molto flessibili, capaci di sostenere il peso dell'intera architettura dell'elevatore. Unico problema: L'elevatore dovrebbe mettere in comunicazione il suolo terrestre con un corpo in orbita geostazionaria. Per fare ciò, la costruzione dovrebbe stare proprio sull'equatore, e per motivi misteriosi, il luogo ideale per costruire è su una piccola isola, dove da 3000 anni vive una comunità di monaci, in cima a un monte altissimo, in un monastero che millenni prima era il palazzo di un imperatore, che per un certo periodo aveva dominato in tutta l'Asia, e che aveva fatto costruire giardini bellissimi, quasi inaccessibili, proprio sulla cima del monte. I giardini del Paradiso, con le sue fontane, i fiori, e le piante esotiche, dovevano rappresentare il paradiso vero e proprio, in quanto l'imperatore si credeva un Dio... 

Clarke è molto abile nel raccontare la storia degli uomini nella prospettiva di mostrare una vicenda di fantascienza. L'alibi è quello di raccontare le vicende che portarono alla costruzione del tempio, alla particolarità di questa montagna, e alle difficoltà personali degli uomini nel tentativo di raggiungere i propri scopi. Sono storie di uomini. La fantascienza è collaterale, e aggiunge quel pizzico di fascino in più che fa la differenza.
A ciò aggiunge ingredienti stuzzicanti, come la sonda proveniente da un sistema solare anni luce dalla Terra. E a ciò aggiunge una 'malattia' del Sole che minaccia il pianeta di una nuova glaciazione. Questi sono solo indizi, se ne parla durante il libro, ma come fossero notizie ascoltate distrattamente da un notiziario, perché tutti gli sforzi sono concentrati su Morgan, sulla sua equipe, e sul suo sogno di costruire la torre, l'ascensore, e di immaginare, un giorno, una sorta di anello orbitale, sostenuto da più torri, capace di diventare una struttura stabile e il punto di partenza per una esplorazione dello spazio profondo, e per la colonizzazione del nostro sistema solare.

Libro che si legge velocemente, che appassiona, che incuriosisce. Lo stile di Clarke è immutato dai suoi primi capolavori, e per quanto questo non rientri da essi, è comunque un'ottimo romanzo, una vicenda capace di intrattenere, e di far sognare. 
Attenzione: Non è iperbolico. E' scientifico. Il romanzo mantiene il lettore con i piedi per terra, e allo stesso tempo lo spinge a sognare un futuro molto, ma molto interessante.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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