mercoledì 20 aprile 2016

Come Fotografare le Stelle (parte 1) - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
Affrontare l'argomento Astrofotografia non è come affrontare un qualunque altro argomento tra quelli visti fino ad adesso. Comprendo che, non appena si ha in mano una fotocamera reflex di buon livello, per quanto ancora nella scala delle prosumer, vien voglia di scattare qualche foto al cielo.
Il problema è che la fotografia astronomica non va presa sottogamba. Fotografare una stella non è come fotografare un albero.
Qui di seguito cercherò di spiegare quali sono i problemi che si incontrano quando si intraprende questa tipologia di arte fotografica, quali strumenti sono necessari, e cosa bisognerebbe fare per ottenere foto all'altezza di quelle che siete abituati a vedere online. Cercherò di farlo andando per gradi, percorrendo i passi che probabilmente percorrereste da soli, così da cercare di risolvere ogni questione un passo alla volta.

La Luna! 

F/00 ISO1600 1/25" 1000mm
Appena si ha in mano una fotocamera e un teleobiettivo potente, si pensa subito alla Luna. La Luna è facile da fotografare, è molto vicina e ben illuminata. Soprattutto, ai nostri occhi, è ferma; non ruota su sé stessa, e il suo moto nella sfera celeste è 'lento' rispetto a una qualsiasi stella, che trovandosi molto più lontana, appare estremamente più veloce ai nostri occhi.
Lo scatto qui a fianco l'avete già visto in passato. Ne ho parlato qui, per cui non tornerò a descriverlo nei dettagli. 
Realizzare una foto di questo tipo è abbastanza semplice, tant'è che l'ho realizzata dal terrazzo di casa, ma al primo tentativo capirete di aver bisogno di alcuni attrezzi fondamentali, ovvero un treppiede bello stabile, e un comando remoto
Le vibrazioni sono il vostro principale avversario, e dovete evitarle il più possibile, sempre!
Fatta la Luna, si pensa ai pianeti, alle stelle, alle galassie, alle costellazioni, al Sole. E son dolori. La prima cosa che si fa è puntare la fotocamera al cielo e scattare la foto. Solo che il risultato è deludente. Proprio come la foto che segue:

F/4 ISO1600 90" 50mm
Ho realizzato questa foto con un obiettivo molto luminoso, il 50mm F/1.8 della Canon di cui vi ho già parlato in passato. L'immagine inquadra la costellazione del Cigno, ma riconoscerla è davvero difficile. Sono stati compiuti diversi errori, e qui sotto ve li elenco.
  1. Ho scattato la foto dalla finestra di casa. Tempi lunghi e le luci del mio quartiere, per quando di fronte a me ci sia un parco, hanno fatto sì che la foto sia estremamente sovraesposta. Questo tipo di fotografia pretende location prive il più possibile di inquinamento luminoso. Anche l'atmosfera ci mette del suo, per cui è sempre necessario valutare il cielo prima di decidere cosa fotografare. Se la serata è ventosa, probabilmente l'aria sarà trasparente, ma il seening sarà pessimo (n.d.r. le turbolenze atmosferiche portano a immagini sfuocate) per cui converrà fotografare soggetti poco luminosi. Se invece la serata sarà calma, l'atmosfera sarà meno pulita per via dello smog, delle polveri sospese, e ciò bloccherà parte della luce proveniente dagli astri, e favorirà l'inquinamento luminoso perché rifletterà le luci provenienti dal basso; in questi casi sarà meglio dedicarsi agli oggetti più luminosi del cielo.
    In generale, sarà sempre meglio allontanarsi dalle città, e scegliere location meno illuminate possibile.
  2. Ho scattato in Jpeg. Ciò mi impedisce di andare a correggere l'immagine in post-produzione. Bisogna scattare in formato Raw.
  3. La foto è mossa. Non è colpa mia (n.d.r. O meglio... l'ho fatto a posta per farvi notare cosa accade). Ho scattato usando sia il treppiede, sia il telecomando. Il problema è che la Terra ruota, e lo fa velocemente. Un minuto e mezzo di esposizione è davvero troppo. Senza gli strumenti giusti è meglio non superare i 15 secondi di esposizione.

Questa foto ci porta a prendere in esame l'acquisto di un inseguitore equatoriale, ovvero di uno strumento che segue la volta celeste, e che di conseguenza ci permetterà di ottenere foto che non siano mosse. Ne esistono molti sul mercato, il Vixen si adatta al treppiede che già possedete e può risultare comodo da trasportare rispetto a un treppiede con inseguitore astronomico. Alcuni di questi, però, hanno il vantaggio di essere dotati di un mini computer con una mappa stellare integrata. Usando questi strumenti è possibile puntare con precisione la fotocamera al corpo celeste che si desidera riprendere, cosa che invece il Vixen non permette, se non manualmente, attraverso una discreta conoscenza del cielo, o il possesso di una mappa stellare, o ancora di un software con le mappe stellari (n.d.r. Ce ne sono molti in commercio, e molti anche gratuiti, anche installabili su Smartphone e Tablet).

Proviamo allora a stare sotto i 15 secondi, così non dobbiamo spendere cifre esorbitanti, per lo meno finché siamo agli inizi e ancora non sappiamo se questa curiosità iniziale diventerà passione o meno.

F/1.8 ISO800 4" 50mm
Questa volta sono stato bravo. Ho scattato in Raw, così da poter correggere l'esposizione ed eliminare  l'inquinamento luminoso, in questo mi ha aiutato anche il tempo di scatto più breve, e la sensibilità meno elevata. 
Ho perso qualche stella di contorno, ma mi interessava il Cigno, ricordate? Lo vedete qui a fianco.
La foto, per questioni di inquadratura dalla finestra e di larghezza focale dell'obiettivo usato, mostra solo una parte della costellazione.
Se osservate le due immagini noterete sicuramente Etamin, che è giallina, poco sopra il centro dell'immagine. Rastaban è davvero poco luminosa, quasi invisibile rispetto alle sue compagne. E' facile da identificare anche il Dragone... Insomma, sono quasi sicuro di aver inquadrato bene la costellazione ma ciò - in questo momento - è di importanza secondaria.

Dobbiamo invece concentrarci sulla fotografia, che in questo caso appare nitida, per lo meno molto più nitida, e ferma, della precedente.

In realtà, ingrandendola di molte volte, scopriremo che ogni stella sarà avvolta da una sorta di nebbiolina colorata. Si tratta di aberrazioni cromatiche a cui difficilmente potremo ovviare, se non in post-produzione, e dopo aver scattato le foto con alcuni accorgimenti importanti, se non fondamentali.

Del resto, il problema, è la vostra fotocamera!
Ma di questo parleremo nella seconda parte dell'articolo, la prossima settimana.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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