lunedì 18 aprile 2016

BraveHeart - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco un film che non vedevo da secoli, Braveheart, il cuore impavido, la storia di William Wallace. Pensate che non ricordavo neppure più che la principessa d'Inghilterra era interpretata dalla bellissima Sophie Marceau (n.d.r. Eh, sì! Son cresciuto a suon di Tempo delle Mele). E devo dire che visto in Full HD, la prima cosa che ho pensato è stata: Ma quanto sono pelose le braccia di Mel Gibson?

Immagino che tutti quanti conosciate la vicenda, ma vediamo di fare un ripassino veloce. Siamo alla fine del XIII secolo. Il trono di Scozia è occupato da Edoardo I Plantageneto, Re d'Inghilterra. La famiglia di Wallace è stata massacrata dagli inglesi perciò, lui, ancora bambino, viene affidato alle cure dello zio... Che lo istruisce sia nell'uso della spada, sia nell'uso del cervello. Quando ritorna al villaggio, ormai fattosi uomo, non è che le cose siano cambiate molto. Tutt'altro, le condizioni degli scozzesi sono peggiorate perché, per contenere la ribellione del popolo e dei nobili, il Plantageneto decide di ripristinare lo 'jus primae noctis'. Wallace è perdutamente innamorato della bella Murron, la sposa in gran segreto, e nonostante la situazione poco piacevole, è felice. Per lo meno è felice fino al giorno in cui un soldato tenta di stuprare Murron. Lui ovviamente la difende, e ciò scatena una serie di eventi incontrollabili. Murron viene uccisa in modo crudele e William decide di dare guerra, prima al signorotto locale, che ha permesso l'uccisione, poi al governo inglese. Wallace diventa quindi la guida degli scozzesi, e li risveglia dal torpore, sfidando in battaglia gli inglesi, e vincendo, al punto da conquistare York, e aprirsi la strada verso Londra.

E' una storia epica, raccontata con energia e forza. I tempi sono più che ottimi, non ci si annoia di certo, e allo stesso tempo non si assiste solamente a battaglie e a chiappe al vento (n.d.r. Usanza provocatoria scozzese, quella di mostrare gli attributi all'avversario, sollevandosi il Kilt, prima della battaglia). E' interessante seguire, oltre alle vicende personali di Wallace, lo sconforto della principessa Isabella, e il furore di Edoardo I. Interessante è anche la costruzione dei personaggi secondari, come i nobili di Scozia, ed è raro trovare personaggi bidimensionali utili solo al proseguo della sceneggiatura.
Ovviamente la vicenda narrata non va presa per le lettere. Molte cose che accadono nel film servono solamente a enfatizzare la storia, alcuni fatti sono stati probabilmente esasperati, altri aggiunti per infilare il dito nella piaga, e di altri ancora non si hanno prove certe. Del resto è un film... Ed è un film davvero ben fatto. Gibson è bravo, specie nella scena in cui viene torturato. Ottima la fotografia, e la regia non tradisce mai.


Molto bello!


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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