domenica 6 marzo 2016

Sanguinem (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
I passi del centurione giungevano soffocati alle orecchie della sentinella di servizio alla Porta Decumana. Il soldato manteneva lo sguardo fisso verso l'orizzonte per nulla preoccupato da quel movimento che gli arrivava dall'interno del Castrum; il suo compito consisteva nel tenere costantemente sotto osservazione la non lontana Via Emilia. Ogni luce, rumore, movimento sospetto avrebbe annunciato l'arrivo del tanto temuto nemico barbaro che era sconfinato in territorio italico già da quasi un mese. 
Voci incontrollate e provenienti da tutte le principali città concordavano che il grosso delle forze avversarie si stava muovendo lungo quella antichissima via, una delle prime realizzazioni dell'Impero e forse una delle più importanti per mantenere vivi i collegamenti tra il centro del potere e i confini più remoti del territorio. 
Lo sconfinamento, la distruzione di molti centri abitati, e la sconfitta sul campo di intere legioni aveva fatto crescere la paura tra i cittadini, e per evitare il panico generale, il governo centrale si era trovato costretto a mettere in allarme tutte le truppe di riserva, nonché a richiamare i grandi eserciti schierati sulle linee di confine del vasto territorio imperiale. 
Il tempo però non sembrava parteggiare per il potente Impero Romano. I barbari avanzavano rapidamente e al loro passaggio facevano terra bruciata. Nulla sopravviveva alla forza bruta dello sconosciuto comandante che aveva intrapreso la folle impresa di dirigere direttamente verso Roma. 
L'agitazione tra la popolazione aveva contaminato anche le schiere politiche e militari. I migliori generali erano stati sconfitti. I migliori soldati erano stati battuti. Le città erano state devastate. Gli uomini erano stati uccisi, mutilati alle estremità e sepolti privi di testa, mani e piedi; i bambini venivano rapiti e allevati secondo usanze barbare, se non utilizzati come schiavi di piacere; le donne subivano sevizie indescrivibili per poi essere in seguito abbandonate a morte certa nelle campagne devastate dagli scontri militari. Nulla rimaneva in piedi dopo il passaggio dei barbari, ma nonostante ciò, quella sera l'accampamento dormiva silenzioso e pervaso da una tranquillità surreale. 
L'aria frizzante e fresca di una primavera che tardava a scoppiare teneva ben deste le membra di Livius Petronius Felicitus, incaricato della sicurezza del Castrum e tormentato da strani pensieri che non volevano abbandonarlo neppure durante le ore del riposo. Camminava pesantemente lungo il Cardo; la sua tenda tardava a conciliare il sonno e così aveva deciso di dissipare i propri pensieri camminando tra i suoi uomini intenti a riposare e a rinvigorire le proprie membra. La sua meta era la fiamma viva che bruciava al centro del Principium, dove lo attendeva il proprio comandante, anch'egli sveglio e preoccupato. 
«Livio», disse l'ufficiale superiore quando vide l'ombra del centurione avvicinarsi alla fiamma «anche tu non riesci a prendere sonno?». 
Il centurione annuì «Mio comandante», disse «troppe notizie giungono dal nord. È difficile allentare la pressione sull'anima». 
Antenor Ambrosius Caepius era altrettanto tormentato. Osservava la fiamma e si domandava per quale motivo gli dèi avessero abbandonato Roma proprio nel momento del maggior bisogno. La storia dell'Impero aveva subito innumerevoli alti e bassi, specie dopo la comparsa dei cristiani e della loro religione incapace di accettare altre divinità e abile nel creare scompiglio laddove un tempo c'era pace e prosperità. L'esercito aveva ormai smesso di presidiare i confini per potersi occupare delle sommosse interne, per sedare gli animi rivoltosi, per mantenere una stabilità ormai effimera e inconsistente. 
«Siediti, Livio», un cenno del comandante invitò il centurione ad accomodarsi vicino al fuoco «Dimmi cosa ti tormenta». 
Il centurione sedette ma rimase in silenzio. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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