giovedì 17 marzo 2016

Operazione U.N.C.L.E. - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ok! Ci avete provato. Non è che la ricetta di Operazione U.N.C.L.E. sia originalissima. Forse potrete ingannare i giovani d'oggi, ma io, che con quaranta annetti sulle spalle, ho visto certe cose che voi umani non potete neppure immaginare... (n.d.r. Ok, esagero! Ma è una citazione famosa, per cui mi perdono da solo), non ci casco.
L'ho trovato noiosetto, per quanto alcune scene siano davvero ben riuscite. 
La trama è la solita. C'è una organizzazione criminale che è entrata in possesso di armi atomiche e vuole scatenare una catastrofe mondiale. A investigare sono due agenti, uno della CIA, Napoleon Solo, e uno del KGB, Illya Kuryakin. La novità, ma neppure troppa, è che tutto è ambientato nel bel mezzo della guerra fredda, attorno agli anni sessanta.

I personaggi sono estremizzati in modo tale da mettere in evidenza le diverse culture da cui provengono. Tutto è stigmatizzato, bidimensionale, effimero. 
Si ispira, a mio parere, senza neppure troppo impegno, ad Attenti a quei due, una bellissima serie televisiva in cui, più o meno nel medesimo periodo storico in cui è ambientato questo film, due mostri sacri del calibro di Tony Curtis e Roger Moore interpretano due agenti, uno CIA e l'altro MI5, ovvero l'inglese Lord Brett Sinclair e il suo inseparabile "amico" americano Danny White. Nella serie televisiva si fa molta pressione sulle differenze culturali dei due agenti, che spesso diventano esilaranti sfide all'interno delle investigazioni. Il genere è lo stesso, la realizzazione, per quanto si possa immaginare sia datata, è molto migliore, specie nelle interpretazioni. 

Di sicuro strizza l'occhio anche a Danko, che è ambientato negli anni ottanta, e ci mostra un poliziotto americano, e uno sovietico, a caccia di un criminale internazionale, nonché trafficante di droga. Anche in questo caso le interpretazioni sono di gran lunga migliori, così come il rapporto tra i due poliziotti, di culture così diverse. Del resto stiamo parlando di Arnold Schwarzenegger e James Belushi.

Insomma, no... Non è riuscito a conquistarmi. Certo, ci sono scene divertenti, la migliore è quella in cui il russo fugge in motoscafo mentre l'americano si mangia un panino, al sicuro, dentro un camion, ascoltando l'opera. Però nel complesso non mi ha proprio conquistato. 

Noleggiato, guardato, non piaciuto, restituito (n.d.r. ovviamente l'avrei restituito anche se mi fosse piaciuto), non entrerà a far parte della mia collezione.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. andrò avedere di recuperarlo
    mi spiacque non averlo visto al cinema, ma nessuno ne parlo mai particolarmente bene debbo dire

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti... neppure io ne parlo granché bene!

      Elimina

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