mercoledì 16 marzo 2016

Come Fotografare gli Animali - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
Fotografare un animale non è molto differente dal fotografare un essere umano. Per certi versi, è sempre di fotoritratti che si parla, però ci sono dei distinguo che non possono essere presi sotto gamba, per cui cercherò di concentrarmi proprio su questi.

Come nel caso della fotografia a un essere umano, anche in questo caso la fotografia a un animale può avvenire in due modi:
  • Il primo piano;
  • Il ritratto a corpo intero.
L'obiettivo ideale, in questo caso, è il teleobiettivo. Gli animali accettano di rado la presenza dell'uomo, ne vengono disturbati. Il loro comportamento può mutare nel caso si accorgano di essere sottoposti all'attenzione di un fotografo. Possono allontanarsi, possono diventare aggressivi, possono interrompere l'attività che svolgevano, rovinando lo scatto che vi stavate apprestando a fare. 
Per questo motivo un teleobiettivo è l'ottica migliore per immortalare un animale, e visto che bisogna guardare da lontano, la luminosità diventa anche in questo caso un fattore importante.
Le ottiche fisse solitamente hanno prestazioni migliori, ma sono costose se si rimane fedeli al marchio originale. Ci sono ottime lenti a focale fissa e prezzi contenuti, come il 500mm della Samyang, che offrono ottime prestazioni pagando però lo scotto di dover lavorare completamente in manuale. Oppure si può optare per uno zoom. In questo caso è possibile trovare ottime ottiche stabilizzate a prezzi più che onesti, come il 55-250mm della Canon

Diciamo che il secondo obiettivo citato è ottimo per il fotografo naturalista occasionale. Il professionista opterà per un'ottica più performante, e magari l'accompagnerà con accessori consoni al suo scopo.
Le migliori foto ad animali si ottengono studiando il comportamento del soggetto che si vuole immortalare.
Ci vuole pazienza, costanza, e un punto di osservazione privilegiato. E magari si potrebbe persino pensare a un camuffamento. Esistono in commercio dei teli costruiti appositamente per proteggere la fotocamera dalla pioggia, sono molto pratici, e allo stesso tempo necessari, visto che in questi casi bisogna piazzare la fotocamera su un cavalletto, e attendere - anche per lungo tempo, e all'aperto - che il soggetto si presenti esattamente dove vuole il fotografo.


Ma passiamo alla pratica, che è quanto più conta in questo momento.

Il primo piano è sempre efficace. 
Però dipende anche da cosa stiamo fotografando, e come lo stiamo fotografando. Vale anche in questo caso la regola del 'fare qualcosa'. 

Nella foto qui a fianco sono immortalate due piccole rondinelle nel nido. Non sono ancora in grado di volare, e la loro madre sta facendo avanti e indietro per portare loro il cibo che reclamano a gran voce.
I piccoli spuntano fuori dal nido con i musetti, il loro sguardo è pieno di curiosità verso ciò che li circonda. Visto che la madre non è presente, possono concedersi un attimo per guardare quello strano tipo che gli punta contro una macchina fotografica e... click!
Immagini di questo tipo non sono facili da ottenere, per cui è conveniente utilizzare lo scatto a raffica e scegliere in un secondo momento l'immagine che meglio trasmette il messaggio.

Vale la pena anche allargare lo sguardo, e tentare un approccio differente. 
Tutti quanti conosciamo gli elefanti, e un primo piano al volto dell'animale potrebbe non suscitare le emozioni che vogliamo trasmettere. Per quanto sia un essere possente, è difficile che qualcuno si stupisca nel vedere una foto in primo piano di un pachiderma. Meglio cercare un'altra strada, meglio tentare con un messaggio differente, magari carico di humor, e visto con occhi diversi. 
Prenderlo di spalle, in compagnia, mentre scodinzola, può catturare l'interesse di chi osserva le foto, e magari indurlo a soffermarsi sull'immagine più dei soliti quattro o cinque secondi.

Se poi si vuole immortalare un insetto, allora bisogna pensare alla macro fotografia. 
Ne abbiamo già parlato in passato, ci vuole dell'attrezzatura di tutto rispetto per poter ottenere risultati apprezzabili, ma la natura è in grado di offrire occasioni interessanti anche al fotografo occasionale. 
Gli insetti, da questo punto di vista, sono in grado di regalare vere e proprie emozioni. A volte sono sfuggenti: Si posano su una foglia, tu inquadri, e loro volano via indispettiti. Altre volte sembrano volersi far fotografare: Si posano e si mettono in attesa, e non volano via neppure se ti avvicini più che puoi per ottenere una foto macro con l'obiettivo standard montato sulla reflex.

E ancora una volta lo scatto a raffica può venire utile. Specie per immortalare gli insetti in volo, come avviene nella foto sottostante.


E' inutile sottolineare che l'utilizzo di ottiche con distanze focali elevate offre un effetto Bokeh davvero notevole.

L'uso di flash wireless potrebbe diventare interessante, per quanto il suo uso sia possibile solamente con una certa predeterminazione. E' evidente che il fotografo naturalista occasionale non avrà mai l'opportunità di piazzare preventivamente una luce ausiliaria nell'area ove si prevede di fare uno scatto. Però in fotografia vale la regola del Mai dire Mai
In alcune situazioni si potrebbe avere tutto il tempo di piazzare il flash, mirare sul soggetto, e ottenere uno scatto spettacolare. Bisogna solamente avere un occhio allenato, e capire al volo se, con una luce orientata nel modo giusto, si può ottenere una immagine più significativa o meno.
Ci vuole tanto occhio, e tanta pratica.

Anche la tecnica del Panning può venire in aiuto. E' una tecnica piuttosto semplice, ma che comunque richiede un po' di pratica sulle spalle. Bisogna lavorare in Priorità di Tempi. Si tengono tempi ridotti (n.d.r. diciamo tra 1/15" 1/60"), e si segue il soggetto nel suo movimento scattando la foto.
Il risultato è un soggetto perfettamente a fuoco e immobile davanti a uno sfondo mosso e/o in movimento.
Facile a dire, difficile da fare, perché bisogna muoversi all'esatta velocità del nostro soggetto, altrimenti viene tutto mosso... Solo che mentre l'otturatore è chiuso, dal mirino non si vede nulla! 


La foto qui sopra è il primo scatto riuscito ottenuto con questa tecnica nella mia esperienza di fotografo. Ci vuole pratica, esperienza, senso del ritmo, e mano ferma (n.d.r. O un cavalletto).
La tecnica del Panning può essere applicata in ogni occasione in cui è presente un soggetto in movimento, che sia un animale, un veicolo da corsa, un atleta... 
Ma sto divagando. Tornando alla fotografia di animali, il mio consiglio è quello di mettersi in gioco e osare. Non aver paura ad avvicinarsi (n.d.r. A meno che non sia un predatore in libertà) e/o ad allontanarsi. Non accontentarsi mai del primo scatto, cambiare punto di vista, cambiare inquadratura. Sono i suggerimenti di sempre, che valgono in ogni occasione, e devono essere applicati in ogni situazione.

Note Pratiche: Guardate le fotografie scattate da altri, professionisti e non. Siate critici, cercate ciò che vi può essere di spunto, valutate gli errori, e lasciatevi trascinare da ciò che la natura vi offre. Qui potete trovare il mio Album su Flickr dedicato agli animali, è in continuo aggiornamento, e può essere un punto di partenza per affrontare questo tema.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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