lunedì 22 febbraio 2016

Il Brivido che attanaglia - #ebook #Letture

Glauco Silvestri
Il thriller è un genere molto in voga negli ultimi decenni, tanto che ha contaminato ogni altra forma letteraria, e più in generale, ogni altra forma espressiva, al punto che ormai, molti prodotti della narrativa, e non solo, vengono spesso indicati come thriller quando invece, e più probabilmente, appartengono ad altri generi espressivi più focalizzati. 


Del resto il thriller non dovrebbe neppure essere ritenuto un vero e proprio genere letterario.
L'aggettivo dovrebbe essere usato per indicare un particolare approccio alla narrazione, e non un genere narrativo. 
Il thriller, per definizione, è quel tipo di narrativa capace di generare forti emozioni.
La peculiarità di questo tipo di forma espressiva è la sua ricchezza di momenti salienti, il suo ritmo serrato, la presenza di intrecci complessi, e - cosa principale - la suspance.  
Wikipedia esplica in modo molto più esteso questo concetto, per cui non mi dilungo sulle peculiarità dei Thriller, ma una cosa va messa in evidenza, qualunque tipologia di libro può essere scritta usando uno stile che richiama questo... Genere.
Possono esistere thriller di fantascienza, thriller polizieschi (n.d.r. Che poi vanno a suddividersi in ulteriori sottogeneri a seconda se siano Gialli, Noir, Legal, eccetera eccetera), thriller romantici, thriller militari (n.d.r. O d'azione)... Qualunque genere può avere una contaminazione thriller senza che ne sia violata l'integrità stilistica.

Ciò che importa è dare al pubblico ciò che vuole, ovvero provare emozioni forti. E con l'andare avanti degl'anni, la scaltrezza del pubblico è tale che bisogna offrire testi sempre più vicini al limite, tanto che i lavori più pacati di un passato neppure troppo remoto ormai paiono noiosi e lenti.
Sinceramente non so dove possa portare questa strada, che io credo sia un vicolo cieco che conduce al baratro, ma fare retromarcia è ormai impossibile. Lo si vede soprattutto nel cinema, dove ormai gli intrecci sono tali da risultare quasi incomprensibili, e spesso per giustificare certe vicende si cade in terribili buchi di trama, o in scene impossibili, o in trucchetti che lasciano l'amaro in bocca. 
Tirare troppo la corta conduce al solo risultato di spezzarla...
Ma tant'è, e il thriller rimane il motore che fa andare avanti l'intero entourage legato al mondo del libro, e non solo. E ammettiamolo... Il thriller funziona davvero bene, e per ora il suo mordente non appare né appesantito, né recalcitrante. Sono poche le persone che non rimangono affascinate da un bel thriller narrato a fil di lama. 
Sarà anche colpa dai ritmi concitati della vita di oggi...

Qual è stato il mio primo thriller? 31 Ottobre. Il romanzo ha contaminazioni legate al sovrannaturale ma rimane pur sempre una inchiesta di polizia. Tra le sue pagine c'è il giallo degli omicidi; tra le sue pagine che l'anima noir dei servizi d'arma che si sentono impotenti di fronte a un problema che pare irrisolvibile; tra le sue pagine c'è la rapidità dell'assassino, i suoi scopi macabri, e l'efferatezza dei crimini. Non è da meno Il Contributo, che pretende un contributo di sangue da parte delle vittime, e un contributo altrettanto sanguinoso da parte delle forze dell'ordine.

Una lettura glaciale e ricca di emozioni forti può essere ispirata dalle pagine di diario di un killer professionista. Professione Assassino ci racconta infatti le nefandezze da lui compiute per denaro, e anche le sue poche emozioni, e debolezze. Il suo naturale seguito, Il Cacciatore di Uomini, tira ancora di più i nervi del lettore ponendolo come testimone privilegiato di una fuga che si tramuta in caccia, la cui conclusione non può che essere sanguinosa.

Il tema della fuga si ripete in A Family Matter, una vicenda che mischia mafia e amore, questioni d'onore e faccende di passioni irrefrenabili, così come sono irrefrenabili le potenti vetture che fungono da vettore a tutta la vicenda, che è ricca di proiettili, violenza, e piedi sul pedale dell'acceleratore. 

Tutte vicende, quelle indicate poc'anzi, ambientate ai giorni nostri, e tutte con uno sfondo di violenza, di crimine, di violazione delle regole di un mondo civile. In modo differente, ma che comunque afferra il cuore con le dita e tenta di spappolarlo stringendo senza pietà, è proposto ne In Catene, dove la donna diventa schiava, dove il suo corpo è violato e violentato, dove il suo spirito è schiacciato senza speranza.

Ciò che crea le fondamenta del thriller è lo stile narrativo, e la costruzione di trame ove i protagonisti, e gli antagonisti, son messi a dura prova senza troppi attimi di respiro. 
Sono situazioni in cui anche il lettore, se la storia funziona, deve sentirsi immerso al punto da provare ansia, apprensione, paura... Emozioni sempre più difficili da suscitare, visto che ormai si è abituati a tutto, e di fronte a un genocidio si ha l'istinto di fare un selfie, piuttosto che di inorridire.
I miei romanzi, i titoli sopra citati, provano a scuotere le membra, a suscitare raccapriccio, o per lo meno una sorta di rifiuto verso destini controversi e inaspettati. Non c'è pietà per i protagonisti, così come non c'è per le comparse, e neppure per gli antagonisti. La crudezza è fondamentale, così come lo stile narrativo, e la costruzione dei personaggi. Non ci sono eroi senza macchia né paura. Non ci sono nemesi prive di scrupoli ed emozioni. Si tratta di uomini, donne, ragazzi, e ragazze, normali... Per lo meno, entro certi limiti imposti dalle vicende narrate. E con queste parole posso chiudere il breve excursus nel mondo del thriller...  

Tenetevi ben stretti alla poltrona, e buona lettura.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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