giovedì 4 febbraio 2016

Crash - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri
Parecchio, ma parecchio, davvero parecchio tempo fa vidi questo film. Ero un ragazzino, e ricordo alcuni fermo immagine di quella pellicola, e soprattutto i commenti, molto teen-ager, su quelle scene. Suppongo che avessi frainteso la pellicola, ma a rigor di logica, forse anche il regista fraintese il libro.

Crash è un libro di fantascienza, ambientato ai giorni nostri, o meglio, un paio di decenni fa rispetto ai giorni nostri. Intenzione dell'autore è quella di proporre un esame utopico di come potrebbe mutare la nostra società, ove ormai non esistono più limiti di alcun tipo, e dove neppure la coscienza è più in grado di suggerire percorsi... Come dire... Positivi? Il fatto è che oggi si può tutto, e non per questo si dovrebbe fare tutto, senza preoccuparsi delle conseguenze. Ma è davvero così? 

Nel romanzo si affiancano due simboli del mondo moderno: Le automobili e il sesso. Il mezzo meccanico rappresenta per certi versi la capacità illimitata donata all'uomo attraverso la tecnologia. L'auto è un mezzo di trasporto, ma è anche il primo vero mezzo che ha accorciato le distanze, che ha permesso all'uomo di avere contatto con popolazioni lontane senza troppi vincoli. E' simbolo di libertà da sempre... Per lo meno finché non è giunta internet, per sentirsi davvero liberi, bisognava possedere un'automobile. Il sesso è simbolo di emancipazione, di conoscenza fisica di noi stessi e degl'altri. E' allo stesso tempo uno strumento che a volte viene usato per dominare gli altri, per soggiogare i più deboli, o per sfruttarli, o semplicemente per trarre piacere fisico senza coinvolgimenti emotivi.

Ballard unisce queste due realtà accomunando due vite. James Ballard narratore (autore e personaggio si fondono in questa vicenda), e lo psicopatico Robert Vaughan, la cui passione morbosa per gli incidenti stradali è una sorta di tramite per ottenere il piacere sessuale. Entrambi i personaggi sono vittime di incidenti, e entrambi, dopo l'incidente, hanno percepito una mutazione nella loro scala di valori. Sopravvivere all'incidente ha scatenato in loro una sorta di piacere emotivo, sessuale, e soprattutto un desiderio di poter rivivere l'esperienza, sia attraverso il sesso, sia attraverso la ricerca di altri incidenti, sia scatenando nuovi incidenti. Dolore fisico, dolore psicologico, piacere fisico e piacere emotivo si fondono tra le lamiere contorte di auto incidentate, tra sangue, ossa spezzate, liquidi del motore, e abitacoli frantumati.

Il libro ci racconta del legame tra i due personaggi, nato e cresciuto attraverso i traumi e le soddisfazioni sessuali, fino a diventare una sorta di legame maestro-discepolo, dove l'iperbole diventa parabola discendente, dove il discepolo diventa maestro, e dove il maestro diventa infine vittima di sé stesso, e del suo discepolo. Vita e morte travalicano attorno agli svincoli trafficati di un aeroporto che diventa scena e sceneggiatura per gli scontri immaginati, e reali, di Vaughan, che sogna di vedere Liz Taylor in qualità di vittima illustre delle sue fantasie, ma che alla fine si rivela essere il surrogato di una insoddisfazione che non può essere risolta. 
Ciò che viene mostrato, raccontato, nelle pagine del romanzo è però la facciata di ciò che veramente Ballard vuole comunicare. Non molti riescono a scavare al di sotto della superficie metallica di questa lettura. E' la perdita di valori sociali, l'avidità emotiva, la piccolezza caratteriale, che sono descritti minuziosamente in questa vicenda difficile da seguire. Ed è una sorta di presagio, di ammonimento, nella speranza che tutto ciò non si avveri, in un modo o nell'altro. Ammonimento, che a mio parere, non è stato colto se non in minima parte, visto che siamo giunti all'affermazione dei Selfie, e del bullismo telematico. Forse nella realtà non sono più le automobili il mezzo per ottenere piacere dalla sofferenza, altrui ma non solo quella, forse oggi è la rete che ha conquistato questo ruolo, e forse gli eccessi descritti da Ballard non si sono ancora rivelati in toto, ma i segnali sono evidenti, dalle chat roulette, al bullismo sui social, ai selfie e all'estremizzazione dell'io, dimenticando il noi, che passo dopo passo ci conduce alla solitudine sociale, a vite piene solo davanti a uno schermo, ma vuote all'esterno del cyberspazio.

Tosto, crudo, complesso da comprendere, e non per tutti gli stomaci, ma bello.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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