domenica 10 gennaio 2016

Guerriero Immortale (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Un vento di ponente soffiava sommesso sul campo di battaglia. Il manto erboso era oramai saturo di sangue e di morte. Decine e decine di cadaveri cominciavano a puzzare mentre nugoli di insetti si riunivano a mezz’aria come se si apprestassero a un banchetto nuziale. Nessun uomo era rimasto in piedi. Nessun cavallo aveva ancora il fiato per nitrire. Bandiere a brandelli sventolavano sospinte dal debole soffio del vento. Sul manto erboso in cui si era svolto lo scontro, ora, si potevano riconoscere solo le lamiere contorte di armature e corazze, le ossa spolpate dagli uccelli, i corpi dei nobili guerrieri divorati dagli insetti.
In mezzo a quel campo di morte e follia, stava eretto un solo uomo. Il suo aspetto era aspetto malandato, indossava abiti dismessi, ottenuti da armature di altri soldati, merci di mercanti vagabondi, abiti di passanti che aveva incontrato, e ucciso, lungo la sua strada.
Quell’uomo se ne stava ritto davanti a quello scempio di vite umane come se stesse contemplando la propria opera; difatti così era. Nelle mani teneva strette ancora una coppia di spadoni macchiati di sangue umano. Il terrore si poteva leggere nei suoi occhi, perché il terrore era la sua condanna.

*

Un grosso corvo scese dal cielo, calò veloce come un fulmine e atterrò a pochi passi dall’uomo che ancora non credeva alle gesta che aveva compiuto «Sei stato tu, Horon, l’artefice di questo massacro?».
«Conosci benissimo qual è la risposta, corvo».
«Cosa ti avevano fatto di male?».
«Nulla», rispose mestamente l’uomo «Quando sono giunto in cima a quel colle, i due eserciti stavano già lottando tra loro».
Il corvo annuì «La maledizione ha colpito ancora?».
«Quella maledizione mi seguirà per sempre».
«Fino alla tua morte», disse il corvo sbattendo le ali «Fino alla tua morte».
Horon vide l’uccello sollevarsi da terra e allontanarsi verso un orizzonte cupo che anticipava il sopraggiungere della notte. Con gesto stanco il guerriero sollevò le due spade e le ripose nel loro fodero. Sospirò mestamente «Perdonatemi, anime guerriere», disse guardando i corpi distesi sul campo di battaglia «Il destino ha voluto che la mia strada si incrociasse con la vostra».

*

Quanti anni erano trascorsi da quando Horon aveva abbandonato la sua terra? La guerra tra il regno di Trainos e la principessa delle tenebre era finita da tempo. Il castello dove il guerriero aveva vissuto tutta la sua giovinezza era diventato ormai un cumulo di macerie e rocce, il Re era morto, e così anche la sua regina. La principessa Ljuba era stata catturata da Morogos durante le prime battaglie nel regno. Horon era stato incaricato di portarla in salvo. Era il miglior cavaliere del regno. Aveva un cuore puro. Il giorno in cui aveva lasciato il castello, ricordava Horon, era stato il giorno del suo maggior trionfo. Essere nominati dal Re in persona quale salvatore della figlia, e del regno intero, significava per ogni guerriero il massimo premio conseguibile per il proprio valore. Horon era uscito dalla porta principale della città con tutti gli onori. Le donne lo acclamavano e i guerrieri lo guardavano con invidia. Il suo cavallo bianco, ornato da una corazza d’oro e argento, si muoveva lento e con passo nobile. 
In quel momento di gloria non poteva neppure immaginare ciò che sarebbe accaduto in seguito. Mentre le forze di Trainos e Morogos si sfidavano sui campi di battaglia, lui perseguiva il suo fine senza cedere mai di un passo. I malefici della strega, però, erano troppo potenti, né la sua spada, né la sua armatura, potevano nulla in confronto. Il castello della strega pareva sempre cambiare posizione. La palude che lo circondava appariva infinita, mefitica, un labirinto senza soluzione. A ciò si aggiungevano i malefici della strega.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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