mercoledì 16 dicembre 2015

La velocità è tutto - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
La maggior parte delle macchine fotografiche, oggi, utilizza schede di memoria di tipo SD.
Se in passato esistevano altre tipologie di schede di memoria (n.d.r. Compact Flash, Memory Stick, eccetera eccetera), tutte molto diffuse e in piena competizione per la conquista del mercato, ora il formato SD è ormai divenuto un vero e proprio standard. Ciò è sicuramente un vantaggio per il fotografo, visto che non ha più necessità di valutare anche il tipo di supporto di memoria al momento dell'acquisto della sua fotocamera; allo stesso tempo, però, non bisogna allentare la guardia quando si decide di acquistare una scheda SD, perché queste non sono tutte uguali tra loro.

Le schede SD, non tenendo conto dei formati miniaturizzati (n.d.r. Di solito utilizzati per tablet e cellulari), si distinguono a seconda di alcune caratteristiche molto importanti. Tutte le caratteristiche sono scritte in chiaro sulla piccola etichetta della schedina stessa, ma è possibile che esse non siano di facile comprensione per i non addetti ai lavori. 

Qui a fianco è raffigurata una scheda SD nel dettaglio, è la più recente che ho acquistato, e ha i medesimi parametri delle altre due in mio possesso, che però hanno meno capienza di memoria. 
Vediamo, una per una, tutte le indicazioni presenti sull'etichetta, per poi concentrarci su quella - a mio parere - più importante.

Il primo parametro è la capienza. 
Tale valore è indicato in Giga Byte (n.d.r. GB). Le schede SD possono arrivare fino a 512 GB. I tagli vanno al raddoppio: partendo da 128MB, 256MB, 512MB, per poi andare a 1GB, si passa a 2GB, poi 4GB, 8GB, 16GB (n.d.r. Ovvero quella che ho acquistato), 32GB e così via.
Maggiore è la capienza, maggiore è il numero di foto che potrete scattare. Maggiore è il prezzo della scheda di memoria.
A seconda della capacità di memoria, le schede SD si distinguono con una sigla. Se la memoria è inferiore ai 2GB le schede sono nominate semplicemente SD. Dai 2GB ai 32GB sono identificate con SDHC (SD High Capacity), oltre i 32GB diventano SDXC (SD eXtended Capacity).

Il secondo parametro è la classe di appartenenza.
La classe  indica la velocità minima di scrittura continua su una scheda SD vuota espressa in MB/s. La tabella qui sotto (n.d.r. presa da Wikipedia) riporta, a seconda della classe, la corrispondente velocità di scrittura.
Maggiore è la velocità di scrittura della scheda, più veloce sarà lo scatto a raffica della fotocamera.
Come potete osservare la scheda da me scelta è una Classe 10. Il suo comportamento cambia a seconda della modalità di salvataggio delle fotografie.
Nel caso si decida di salvare in formato JPG alla massima risoluzione, la scheda sarebbe in grado di salvare una foto al secondo. La Canon EOS 700D ha uno scatto a raffica che tocca i 5 fotogrammi al secondo, per cui - grazie alla sua memoria interna - con questa schedina, è in grado di sfruttare la sua massima velocità di scatto rapido.
Nel caso si decida di salvare in formato RAW, la scheda impiegherebbe circa 2 secondi per salvare un solo fotogramma. Ciò metterebbe in difficoltà il sistema di scatto a raffica della Canon, che si troverebbe costretto a rallentare per attendere che le foto vengano salvate sulla memoria SD.

Risulta evidente che, maggiore è la velocità in scrittura della scheda, e maggiore sarà la raffica di scatti della fotocamera reflex.
Anche in questo caso, le SD con caratteristiche migliori in velocità di scrittura hanno un prezzo più alto.
Il terzo parametro è la velocità di lettura della scheda. In questo caso il parametro è riferito alla velocità di una SD standard. Questo parametro potrebbe risultare trascurabile rispetto ai due precedenti, ma va a influire sia nella consultazione delle immagini in live view, sia nello scaricamento delle stesse sul vostro computer a sessione fotografica conclusa. 
Più sono veloci le SD in lettura, più rapidamente si potranno vedere le immagini in live view, e più rapidamente le si potranno salvare sul computer.
La scheda sopra raffigurata è una 200x, ovvero è 200 volte più veloce di una SD standard, per cui è in grado di toccare i 30MB al secondo. La tabella che segue (n.d.r. presa da Wikipedia) riporta la velocità in lettura per i vari formati. In questo caso sono valori indicativi, visto che per le Classe 10 esistono schedine capaci di raggiungere persino i 300x (n.d.r. Per esempio questa, che è la nuova versione della scheda sopra indicata), e forse oltre. Tale parametro è in continua evoluzione, per quanto comunque sia legato imprescindibilmente con la velocità di scrittura.

In questo caso, la velocità di lettura non va a influire sensibilmente sul prezzo della scheda SD.
A questo punto, visto che dobbiamo scegliere una schedina SD per la fotocamera, quale parametro dobbiamo considerare principalmente?
  • Capienza
  • Velocità in scrittura
  • Velocità in lettura
Le schede SD costano da pochi euro, per raggiungere anche i 140 euro. Bisogna valutare il nostro utilizzo della fotocamera. Se usiamo il formato RAW, lo usiamo sempre, allora conviene investire denaro in velocità di scrittura così che la scheda non diventi il collo di bottiglia del sistema fotografico. Se si usa il RAW solo saltuariamente, e non in velocità, allora si può scendere a un compromesso e optare per schede in Classe 8, 9, 10.  Se lo scatto a raffica non vi interessa, potete optare anche per le più economiche.

Però...

Bisogna considerare che potreste usare la fotocamera anche per girare dei video. Consultate il manuale della vostra fotocamera. Sulla Canon EOS 700D, capace di girare filmati in full HD, viene consigliato l'utilizzo di schede veloci, almeno in Classe 8. 
Maggiore è la qualità del filmato, maggiore è il numero di informazioni che deve essere salvato, maggiore deve essere la velocità della scheda SD.
Alla fine dei conti è un discorso di disponibilità economica. Se non si hanno problemi, o non si danno limiti di budget alla passione fotografica, allora non esitate e prendete le schede più veloci. Altrimenti, mettete sulla bilancia ogni parametro, e cercate il compromesso migliore tra prestazioni e costi.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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