domenica 6 dicembre 2015

Il Cacciatore di Uomini (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Mercurio osservava le onde. Il Sole aveva appena fatto capolino oltre la linea dell’orizzonte. L’acqua schiumava impaziente, spingeva contro i frangiflutti, ruggiva in saluto della nuova giornata, nebulizzandosi nell’aria per cadere tra i suoi capelli. Era appena giunto sull’isola. Indeciso, attendeva il momento buono per fare una telefonata. 
Ancora non era convinto di fare la cosa giusta. Chiudere con il lavoro, fuggire con Nadia, esporre i suoi pochi amici al pericolo di una ritorsione. Eppure ciò che un tempo amava era diventato ingombrante, difficile da gestire, un peso di cui sbarazzarsi a ogni costo.
Voleva fuggire, ma non poteva fare a meno di tornare a pensare al passato. Alla sua primissima missione, nell’ormai lontano 1995, quando appena sapeva maneggiare qualche arma automatica.
Era in Toscana, perso tra i boschi secchi e allo stesso tempo seducenti della Garfagnana. Una missione congiunta, una caccia al fuggitivo organizzata da un canile privato, dove però si faceva di tutto tranne che portare assistenza ai cani abbandonati. I bersagli erano due uomini di colore, nigeriani, immigrati clandestini, entrambi impiegati in nero nel canile, e non solo.
Il canile era la facciata di una attività ben differente, e soprattutto illegale: scommesse su combattimenti clandestini tra cani e uomini. I fuggitivi erano due ‘gladiatori’. Entrambi malconci, feriti dai denti aguzzi degli avversari che erano stati costretti ad affrontare notte dopo notte.
Ovviamente, il cliente non voleva che la notizia trapelasse. I due gladiatori non dovevano raggiungere i centri abitati e contattare le autorità; lo status quo andava rispettato a ogni costo. Se era possibile, dovevano riportarli indietro vivi. Altrimenti dovevano perire.
La posse era divisa in due gruppi. Sei uomini in tutto.
Quattro battevano le tracce fresche come segugi. Erano armati con fucili narcotizzanti. Il loro compito era spingerli a fuggire verso zone prive di abitazioni, fermarli con le buone e riportarli all’ovile.
Due erano i ‘Cacciatori di Uomini’, la risorsa estrema. Invece che inseguire, erano disposti in modo strategico davanti alle prede, così da impedire che prendessero contatto con la civiltà. Erano armati con fucili di precisione. Dovevano terminare la corsa dei fuggitivi, a qualunque costo.
Mercurio era uno dei cacciatori. Era appostato dietro alcune rocce, al di là dell’arteria principale che conduceva a Castelnuovo di Garfagnana. L’altro cacciatore, che conosceva solo di fama, era invece piazzato in modo tale da coprire i collegamenti per San Carlo, Pianacce e Monterotondo. 
I cani abbaiavano, i predatori spingevano i gladiatori verso le canne dei loro fucili. Se non fossero riusciti a fermarli per tempo, lui, o l’altro cacciatore, avrebbero avuto il compito di far cessare in maniera definitiva quella fuga.
Ricordava la paura. Gli tremavano le mani. Non aveva mai ucciso un uomo prima di allora. Si era allenato sparando a dei bersagli, aveva fatto pratica con gli animali, e con finti appostamenti in città, ma mai si era spinto a tal punto da sparare veramente a un essere umano. Era consapevole che sarebbe dovuto succedere prima o poi. Tutti temevano quel momento. Era il momento fatidico, quello che avrebbe decretato l’inizio di una carriera, o la propria morte. 
Non poteva assolutamente lasciar passare la sua preda. Per certi versi sperava che i due nigeriani si fossero diretti verso i paesi più piccoli, lasciando quindi tranquilla la sua posizione. Se non avesse avuto il coraggio di fare fuoco, o se avesse fallito il bersaglio, allora la condanna sarebbe caduta sulla sua testa. Sapeva troppo, e se non riusciva ad assolvere il proprio compito per questioni di coscienza, o di carattere, allora sarebbe stato un inutile spreco di tempo e denaro, e l’avrebbero eliminato senza indugiare oltre.
Per cui era una questione in stile squisitamente americano: o lui, o loro. Ed era meglio che cadessero loro sotto i suoi proiettili, che lui sotto il fuoco di un altro novellino della caccia all’uomo.
Per cui, quando sentì i primi passi, il respiro affannato, e l’afrore della paura proveniente dal bosco, si concentrò sulla propria arma. Controllò l’allineamento del dispositivo di mira, verificò che la sicura fosse tolta, inspirò per tranquillizzare le sue mani nervose, e attese che gli occhi pallidi e terrorizzati dei suoi bersagli comparissero dai cespugli di fronte a sé.
Non ci volle molto. Il primo sbucò nello stesso istante in cui il primo proiettile fuggì dalla canna del suo fucile.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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