domenica 13 dicembre 2015

Dopo la Polvere (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Il villaggio di Talmud era avvolto nel silenzio più completo. La luna piena dominava la volta celeste come un Dio pallido intento a osservare le proprie creature. Il campanile aveva appena scoccato i dodici rintocchi e anche le acque del Lago Bianco sembravano essersi calmate dopo la lunga giornata ventosa. A una a una, le finestre delle piccole casette di pietra si erano serrate disperdendo le ultime luci notturne del villaggio. Le risate provenienti dalle locande si erano sopite, mentre le fiamme dei lampioni a gas rimanevano orfane della compagnia degli ultimi tira tardi.
Jehuda osservava quella notte dalla piccola finestra della sua stanza. Erano giunti nel villaggio nel primo pomeriggio. Avevano scelto la locanda dell'Orsa perché si affacciava sul molo; era vicina al punto d'imbarco e alla rimessa dove il carro, con sopra ben camuffato il Meyrink, era stato alloggiato e assicurato grazie a una lauta mancia al custode.
La donna lo osservava non vista già da diversi minuti. Era entrata silenziosa dalla porta lasciata inavvertitamente aperta. Lo osservava e attendeva il momento giusto per rivelarsi. Nel frattempo assorbiva le immagini che provenivano dalla mente aperta dell'uomo. Immagini che si perdevano nel passato e che richiamavano il presente. Non era la prima volta che si infiltrava in quel flusso inquieto di ricordi e pensieri. Di Jehuda conosceva tutte le paure così come ne conosceva i desideri più intimi. Per quel motivo si trovava nella sua stanza. 
Lei, di ricordi, non ne aveva. Assimilava quelli dell'uomo per colmare un vuoto altrimenti ingestibile. Si era risvegliata così: nuda sia nel corpo, sia nell'anima. Ricordava solo il proprio nome. Ricordava che i suoi bianchi capelli un tempo erano stati rossi come il fuoco. Ricordava di aver avuto un passato felice, ma non riusciva a focalizzarne i dettagli, gli istanti, neppure i volti delle persone che avrebbero dovuto essere presenti nella sua vita. Si era risvegliata come fosse una lavagna completamente vuota, e il primo volto che aveva notato era stato proprio quello dell'uomo che stava osservando. Jehuda Loew, mercenario, pilota di Mechan, dal passato ricco e burrascoso.
Da quel primo contatto la sua mente si era come sintonizzata con quella dell'uomo. Un legame unico e indivisibile da cui traeva nutrimento, ricordi, emozioni. Lentamente la desolazione della sua anima aveva cominciato a dissiparsi per dare consistenza al suo essere. La necessità spingeva il suo corpo a cercare quello di Loew, il desiderio la spingeva a varcare i confini del suo intimo. Sapeva però che nel cuore di Jehuda Loew non avrebbe mai trovato sentimenti a lei rivolti. 
Lui, quei sentimenti, li aveva già bruciati a causa di un passato ormai sepolto in profondità. Ma ciò non la riguardava. I suoi scopi erano ben altri e nessuno doveva conoscerli fino al momento in cui si sarebbero rivelati autonomamente.
Ellie fece un semplice passo in avanti e subito il suo volto ovale fu rivelato tra i riflessi del vetro attraverso cui Jehuda guardava l'esterno. Un lieve sorriso si dipinse sulle labbra serrate dell'uomo «Mi stavo chiedendo se saresti venuta anche oggi», commentò girandosi lentamente verso di lei.
«La mia presenza di disturba?».
«Affatto», Jehuda si alzò e coprì la breve distanza che lo separava da lei. La corporatura imponente dell'uomo mise in ombra il volto della ragazza. Gli occhi indugiarono su quella pelle diafana, i capelli candidi, gli occhi profondi come i fondali delle Acque Oscure. Una mano si mosse lenta per accarezzare quel volto algido «Cosa si nasconde in questo corpo privo di ricordi?», chiese sussurrando.
Ellie inspirò profondamente, chiuse gli occhi e si lasciò coccolare da quel tocco delicato.
«Mi piacerebbe poter esplorare i meandri della tua mente così come tu fai con la mia», Jehuda avvicinò le proprie labbra a quelle di lei. Le sfiorò delicatamente, quindi si ritrasse per tornare alla finestra.
La ragazza lo guardò stupita. Rimase immobile, in piedi, ritta al centro della stanza «Sai bene che non ho ricordi. Altrimenti potresti leggerli così come io leggo i tuoi».
L'uomo annuì «Ricordo il giorno in cui ti trovammo nella Foresta del Silenzio».
Lei fece un passo indietro, spaventata da quel nome pieno di significati per la sua vuota coscienza «Non amo parlare di quel luogo..».
Jehuda annuì pensieroso.


Scopri i miei ebook cliccando QUI.
Il mio Sito / Su Amazon / Su Flickr / Su Facebook / Su Twitter / Su Google+

Consigli per gli acquisti: Strumenti Musicali / Hi-Fi / Kindle Touch / Kindle Fire / Amazon BuyVip
...e con Amazon Prime la spedizione veloce è gratis!


About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

0 commenti:

Posta un commento

Post Recenti



Powered by Blogger.

Popular Posts

Cerca sul Blog

')