lunedì 7 dicembre 2015

De Chirico, Metafisiche e Avanguardie - #Mostra #Arte

Glauco Silvestri

Premessa importante: Apprezzo De Chirico, ma non è sicuramente 'il mio tipo'. Avrete capito, leggendo questo blog, che ho una predilezione per l'impressionismo, per l'astratto, anche per il futurismo, e sfortunatamente De Chirico sta proprio nel mezzo. Ne riconosco lo spirito innovatore, alcune sue opere mi piacciono, ma in generale apprezzo di più autori che ne hanno mutuato l'ambizione, come De Pisis (n.d.r. Presente nella mostra) e Carrà (n.d.r. Anche lui presente), il cui tocco sulla tela è più delicato e meno 'preciso'. Apprezzo anche suoi 'successori' come Dalì (n.d.r. Anche lui presente alla mostra), e Magritte. Insomma... 
De Chirico ha il grande pregio di aver aperto le porte della metafisica all'arte...
Ma io preferisco l'evoluzione delle sue idee, o una differente interpretazione di esse. Non è un caso che, in tutta la mostra, i quadri che più ho apprezzato non sono, per l'appunto, di De Chirico.
E' però di quest'ultimo che bisogna parlare, perché è su di lui che la mostra è concentrata. 
Le Muse inquietanti
(Sullo sfondo il castello di Ferrara)
Essendo a Ferrara, l'esposizione si concentra sul periodo ferrarese dell'autore, che cavalca pressapoco il primo decennio del 1900. E' il periodo forse più cupo dell'autore. Se prima si occupava di soggetti luminosi, spesso paesagistici, a Ferrara comincia a ritrarre oggetti, cibo, e oggetti di uso comune. Non voglio accusare ovviamente la città di aver modificato l'umore dell'uomo, già introverso di suo, anche perché è il periodo in cui il pittore si arruola volontario nella Grande Guerra, e le atrocità da lui vissute ne influenzano sicuramente l'arte, tanto che una volta tornato a casa dal conflitto, si è dovuto ricoverare in un sanatorio militare a causa dei traumi psicologici subiti. 
Anche in questo periodo, ovviamente, De Chirico non smette di lavorare. E' qui che fa amicizia con Carrà, e ne influenza l'opera. La metafisica conquista un po' tutti, siamo in un periodo che anticipa il futurismo, e certi tratti squadrati, ortogonali, prospettici, già si notano nelle opere, sia dei pittori che ho citato, ma anche nel resto della produzione artistica italiana.

L'arte di De Chirico è prospettica e allo stesso tempo piatta. 

La ciupeta fraresa
I colori sono incisivi, privi di sfumature, così come i tratti sono precisi, determinati, quasi architettonici. I manichini compaiono spesso, specie nel suo periodo 'post guerra', mentre all'inizio è il cibo a interessarlo maggiormente. Sono ritratti guanti appesi al chiodo, una sorta di rito che il pittore fece realmente quando cambiò casa per venire a vivere a Ferrara (n.d.r. Se non ricordo male), un omaggio al pane ferrarese, e anche ad alcuni dolcetti che andavano a ruba nelle numerose - ancor oggi - pasticcerie della città.
Il Sanatorio
Compaiono spesso cornici spezzate, metri, righelli, strutture a supporto di un'idea che si proietta da oggetto a oggetto, penetrando l'uno nell'altro, intrinsecamente ed estrinsecamente. Molte sono le opere in cui un soggetto da studio, per certi versi un artificio, ove magari è visibile una finestra che dà sui palazzi della città, inquadra una cornice contenente la rappresentazione di un faro, di una fabbrica, di una cascata, o addirittura del sanatorio dove, probabilmente, ha vissuto per qualche anno.
Non mancano ovviamente, e come avevo anticipato, i dolcetti ferraresi, nelle sue pitture, così come elementi astratti difficili da riconoscere.

La collezione presente alla mostra offre la visione di ben 80 opere, che come già avevo anticipato, non sono tutte dell'autore. Sono presenti molti autori a lui contemporanei che hanno trovato ispirazione nelle sue idee, come i già citati Dalì, Magritte, De Pisis, e Carrà, ma anche il bolognese Morandi, e gli stranieri Raoul Hausmann, George Grosz e Max Ernst. Non mancano contributi epistolari col fratello, e con gli amici del pittore.
Si tratta sicuramente di una esposizione interessante, che permette di approfondire il tema della metafisica, osservando uno dei suoi pionieri, e alcuni dei maggiori esponenti di questa corrente. Permette di comprendere la connessione tra artista, storia, e territorio. Non mancano anche contributi video, alla mostra, in cui è possibile assistere a brevi interviste, non solo al pittore, ma anche ad altri personaggi che lo hanno conosciuto.

Per avere maggiori informazioni, potete cliccare qui

Il biglietto non è caro, e comunque sono possibili sconti grazie a molte affiliazioni, con Coop, ma anche Ikea, i circoli Arci, e molte altre associazioni. Ve la consiglio vivamente.

Qui di seguito vi lascio il trailer dedicato alla mostra.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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