lunedì 2 novembre 2015

Giocare con la Fotocamera: Falling Drops Photography - #Corso #Fotografia

Glauco Silvestri
Il mini studio fotografico
E' parecchio tempo che volevo cimentarmi nella fotografia delle gocce d'acqua in caduta libera. Ho sempre ammirato quel tipo di fotografia, che appare così semplice, e allo stesso tempo tanto originale. Si tratta di un genere fotografico molto distante dalla Street Photography, o dalle fotografie delle vacanze, o di un viaggio, o anche degli scatti naturalistici (n.d.r. per quanto, fotografando l'acqua, a volte capita di immortalare le gocce).

Per cimentarmi con la Falling Drops Photography avevo bisogno di una certa pianificazione dei tempi, del materiale che mi era necessario, e di un set fotografico costruito ad hoc.
Come in ogni genere fotografico, è necessario fare un po' di esperienza per ottenere risultati migliori.
Per cui questo mio primo tentativo è di sicuro perfettibile, e già ho in mente delle migliorie al riguardo, ma magari ne parleremo in fondo a questo post. Nel frattempo vi illustro cosa ho preparato, e come l'ho fatto.

Per prima cosa avevo bisogno di un mini studio fotografico, visto che non potevo sfruttare grandi spazi. Ho costruito una sorta di Box di cartone dalle pareti bianche (n.d.r. Vedi foto a fianco). Il bicchiere ricolmo d'acqua è stato posto proprio al centro di questa 'scenografia'.

L'attrezzatura che ho utilizzato è la seguente:
  • L'immancabile Canon EOS700D;
  • Come obiettivi ho usato un 22-55mm per i primi scatti, per poi passare al 35-80mm;
  • Mirino a 90° della Polaroid;
  • GorillaPod SLR, che poi ho sostituito con un appoggio più basso per avere degli scatti a filo d'acqua, e non visti dall'alto;
  • Telecomando Canon RS-60E3;
  • Flash Remoto Canon Speedlite 430EX II;
  • Contagocce.
Ho impostato la fotocamera in modalità a scatto continuo, ISO automatico, apertura 55mm per i primi scatti, e poi 80mm per gli ultimi. Ho messo a fuoco al centro del bicchiere, bloccato il fuoco, riempito il contagocce, e poi... Mentre rilasciavo le gocce in caduta libera nel bicchiere, da un'altezza di circa 50 cm, ho dato il comando di scatto.
Tra un tentativo e l'altro ho prodotto 585 scatti, di cui ho salvato 38 foto.
Qui di seguito potete osservare alcuni scatti che ho ottenuto da questo primo esperimento. Le foto sono state pulite al computer, e aggraziate dall'applicazione di alcuni filtri fotografici.

80mm F/5.6 1/200" ISO200

80mm F/5.6 1/200" ISO400

80mm F/5.6 1/200" ISO400
Dei 38 scatti sopra citati, 17 sono visibili online sul mio account Flickr, in questo album.

L'intera sessione fotografica ha richiesto più di 2 ore di lavoro, a cui è stato necessario aggiungere un altro paio di orette al computer per selezionare gli scatti migliori, pulire le foto da eventuali schizzi indesiderati sulla lente, applicare i filtri fotografici, eccetera eccetera.

Alla fine mi ritengo soddisfatto dalla prima prova, anche se - come vi ho già anticipato - c'è ampio margine di miglioramento. Da questa esperienza cosa ho dedotto:
  • Usare un contenitore più ampio al posto del bicchiere.
  • Stare più lontano dal contenitore, gli schizzi che colpiscono l'obiettivo vanno a sporcare le foto. Conviene usare uno zoom più spinto, mettere la macchina sul cavalletto grande, e scattare le foto a distanza di sicurezza.
  • Illuminare meglio il set fotografico, così da non dover dipendere dai flash (n.d.r. anche se l'effetto stroboscopico rende i singoli scatti molto più affascinanti). L'uso del flash limita la velocità di scatto continuo per via dei tempi di ricarica. Molte delle 585 foto mostrano la superficie agitata dell'acqua e non le gocce in caduta libera, e neppure l'impatto con la superficie dell'acqua stessa. Una alternativa potrebbe essere quella di far cadere le gocce da un'altezza più grande così da mantenere i flash e guadagnare qualche secondo per la loro ricarica. Bisogna valutare pro e contro delle varie tecniche.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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