sabato 21 novembre 2015

Bologna - #ebook #Letture

Glauco Silvestri
Tutte le città del mondo hanno una loro storia da raccontare. Tutte quante hanno delle unicità che possono renderle teatro di vicende altrettanto uniche. Non è un caso che, spesso, sia in narrativa che in altre forme d'arte, la location diventi una sorta di personaggio da raccontare. In alcuni casi la location diventa 'il' personaggio da raccontare, in altri invece è la comparsa, o la spalla, che valorizza il protagonista, o la vicenda.
Città, paesi, regioni... Metropoli americane, megalopoli asiatiche... Piccoli accampamenti nei luoghi più remoti di questo pianeta, è probabile che ogni luogo abbia un romanzo, un racconto, un film, un quadro, una qualunque forma espressiva che la ritragga.

Bologna, nel suo piccolo, è entrata nel cuore di molti artisti, sia italiani, sia stranieri. E' una città dai mille risvolti, e dai mille misteri. E' un luogo dove ancora si respira l'aria di un'epoca antica, e dove allo stesso tempo si può toccare la modernità. Appare anacronistico osservare gli enormi autobus arancioni mentre attraversano le strette vie medievali del centro, così come ha un'aria mistica la presenza delle due torri, esattamente nel fulcro dell'abitato, che si dirama a raggiera verso l'esterno, con uno schema per nulla casuale, e molto diverso rispetto agli altri centri storici cittadini italiani, spesso disegnati dalle strutture precise e razionali degli avamposti romani che diedero vita agli agglomerati urbani di origine.
Bologna è il luogo ideale dove nascondersi.
Lo diceva Grisham, qualche anno fa, quando scelse il capoluogo emiliano per ambientarvi un suo romanzo.
Bologna è il fulcro del nostro bel paese, la sua stazione taglia in due il Nord e il Sud, e accentra ogni collegamento con le due italiche realtà. La sua università è antica, la più antica del mondo. Fu fondata nel 1088, e ancora oggi gode di ottimo prestigio ovunque. L'arte, a Bologna, è ben rappresentata in ogni epoca, sia nella musica (n.d.r. Cito Lucio Dalla giusto per dirne uno), sia nella pittura (n.d.r. Cito Guido Reni solo per dirne uno), nel cinema (n.d.r. Cito Pupi Avati, sempre per dirne uno), e in letteratura (n.d.r. Cito Carlo Lucarelli, giusto per dirne uno). Non bisogna dimenticare che è la città dei Papi, tra cui Gregorio XIII, quello che ci diede l'attuale calendario. Fu patria di grandi scienziati (n.d.r. Come non citare Guglielmo Marconi), e terra di motori... Soprattutto a due ruote, e non mi dite che non sapete da dove proviene la Ducati.

Bologna è soprattutto nota per i suoi portici, la cui estensione è maggiore di qualunque altra città; per le torri, molte delle quali - oggi - sparite per motivi urbanistici; per le sue acque sotterranee; per le sue 12 porte medievali, orientate come i segni dello zodiaco; per la Madonna di San Luca, una madonnina nera che si narra sia giunta direttamente da Israele; per San Petronio, i cui lavori furono bloccati dalla curia, ma che se fosse stata terminata, sarebbe diventata più grande di San Pietro a Roma... Mentre con le dimensioni attuali, se non erro, è la sesta chiesa più grande d'Europa, la quarta in Italia, ma rimane comunque unica per la sua meridiana astronomica, la più lunga in assoluto. 

Bologna è anche l'ambientazione di un romanzo del già citato Grisham, The Broker, e del simpatico Ispettore Coliandro...
Ce ne sarebbe da raccontare su Bologna...
Che un solo articolo non basterebbe.  E difatti non basta!
E' forse per questo motivo, più che per il fatto che ci sono nato e ci vivo, che questa città è diventata l'ambientazione di molti dei miei racconti.

E' il fulcro di 31 Ottobre, thriller dalle sfumature oniriche nonché mistiche, dove si richiamano le origini in parte celtiche della città. E per quanto sia ambientato a Roma, Il Contributo, il suo seguito naturale, non può che richiamare le tinte fosche dell'altro romanzo.
Stessi personaggi, ma un tema più allegro e spensierato, ci mostrano la città con gli occhi di un detective un po' goffo e un po' no, capace di risolvere casi irrisolvibili, e a volte di combattere il sovrannaturale, oltre che al male comune di noi mortali. Parlo ovviamente de Un Pacco, Tre ragazze, e Un Ginseng. Titolo surreale per una vicenda altrettanto surreale. 

Il sovrannaturale permane in una breve antologia, un omaggio alle tematiche classiche dell'horror, dal titolo Bologna Trema... E non solo in quelle pagine, visto che L'albero dei Corvi ci proietta nel piccolo paese alla periferia della città, dal nome inquietante di Tombe, ove una ragazza, una liceale, è predestinata a combattere i vampiri. Un evidente omaggio a Buffy, la cacciatrice di vampiri, ma molto più crudo e sanguinolento. Prima di leggere questo ebook, è il mio consiglio spassionato, bisognerebbe visitare il blog dell'eroina di questa storia, pagina web dove potrete conoscere meglio ogni intricato risvolto della vicenda.

E ancora questo percorso nel mondo dell'horror non termina, perché un'altra pubblicazione ha le radici nella città di Bologna, e ci racconta le vicende di un gruppo di appassionati alla lettura, a cui si risvegliano antichi istinti, e si trovano costretti a dividersi in due fazioni, e lottare l'una contro l'altra, per la sopravvivenza, e per spartirsi il bottino di sangue degli umani, dei bolognesi, cibo prelibato per le loro fauci. E' Il Clan delle Penne, questo ebook sanguinoso e sanguinario, che nulla ha di ché spartire, forse, con i tanti gruppi di lettura presenti in città... Forse!

Non si può dimenticare Sanguinem, una vicenda suddivisa in tre epoche storiche ben distinte, partendo dalla fine dell'impero romano, passando per l'avvento dell'anno 1000, per poi concludersi ai giorni nostri, o poco più oltre. Sempre di vampiri si parla, ma in questo caso il vampirismo è visto come malattia, come morbo da curare, o per lo meno, da isolare. Un morbo che però viene utile in occasioni inaspettate, e che per alcuni, più che male da sconfiggere, è un dono da accogliere.


Visto che Bologna è la terra dei Papi, ma è anche il primo comune che ottenne l'indipendenza 'politica' dalla chiesa cattolica, io vi ho voluto ambientare alcune storie che parlano di divinità. La prima è La taverna di Dioniso, ove trasformo la città turrita in un rifugio per le divinità greche fuggite dall'Olimpo. La seconda è in realtà una trilogia, in cui si narra un ipotetico incontro, e scontro, tra angeli e demoni, tra il figlio del diavolo e il figlio di Dio. Sono Adamo, Eva, ed Elah i tre racconti di cui parlo. Nell'insieme una storia che potrebbe far riflettere, rabbrividire, e con un finale probabilmente inatteso per i più scafati in questo genere di narrativa.

Ma comprendo anche che alcuni lettori non amino questo tipo di vicende, e cerchino il mondo reale, che di crudeltà ne ha molte senza doversi inventare mostri e creature infernali. Non c'è bisogno di scomodare le divinità, e neppure i diavoli, quando l'animo umano racchiude già tutto ciò che serve. In Catene ne è l'esempio lampante. E' la storia di una ragazza, una giovane prostituta, che ha iniziato il mestiere per raggiungere l'agiatezza velocemente, ed è rimasta invischiata tra le maglie dello sfruttamento della prostituzione. Picchiata, umiliata, l'intraprendenza della giovane donna è presto schiacciata da forze soverchianti, dalla cattiveria degli uomini, o dalla loro mesta cecità. Un tema crudo, difficile, e dal finale, probabilmente caustico, ma inevitabile.

Ma non posso lasciarvi con l'umore sgualcito da trame che mettono in cattiva luce l'essere umano. Ci vuole un po' di gaiezza, e Gli uomini in Bianco è forse il titolo giusto per chiudere questo percorso di lettura. La vicenda parte da Bologna, e termina a Bologna, ma gira per il mondo come un agente segreto davvero speciale, per quanto goffo, improvvisato, e alle prime armi. Del resto l'agenzia che lo recluta non è da meno, ma gli elementi che la compongono sono speciali, davvero speciali. Il romanzo, se di romanzo stiamo parlando, mi riporta ai tempi del mio primissimo blog, tanto che alcuni dei personaggi sono ritratti a immagine e quasi-somiglianza dei miei lettori più assidui, per lo meno di quegl'anni. Fu il desiderio di omaggiarli che mi spinse a scrivere questa strana vicenda, ove ognuno di questi caratteri si mostra con le peculiarità dei blog di loro proprietà. Il mix è surreale, imperdibile, forse unico. Di sicuro diverte, per lo meno, distrae dalla realtà, che a volte può davvero opprimere.

E con queste parole giungo al termine di questo articolato percorso di lettura, che sfruttando la città turrita come ambientazione, affronta le tematiche più disparate, e offre molti altri spunti per ulteriori letture ove Bologna è protagonista. E non solo, offre un'idea su come affrontare le vostre prossime letture, creando magari nuovi percorsi ove un'altra città diventa location e personaggio, così da vivere il libro, o i libri, non solo per la storia che raccontano, ma anche per il luogo in cui esse si svolgono.

Come sempre, buona lettura.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. Anche se non l'ho mai visitata a dovere e ci sono stato solo 3 volte, Bologna è una città che mi piace. E naturalmente una città così non poteva che dare espressioni artistiche, e non, come quelle che hai citato. Negli anni sono stato affascinato soprattutto dall'aura di 'città rossa' anche se non so cosa possa essere rimasto ormai di quell'etichetta. Poi conosco anche bene tutti quei romanzi e racconti che citi in ultimo...

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    1. Se per 'rossa' intenti comunista, ahimè è rimasto poco di quell'aura. Del resto quell'ideologia si è macchiata di molti compromessi, e forse oggi è talmente irriconoscibile da non poter più essere una fede. Se invece ti riferisci al colore di case e palazzi, per quanto in periferia qualche architetto sfidi il 'rosso bolognese' con assurde case color panna e cacao, per la maggior parte del nucleo urbano ancora domina il colore storico delle abitazioni, tanto che esso credo sia regolato persino da alcune normative locali, atte a proteggere per lo meno le apparenze e la storia della città. Vedremo cosa accadrà quando la nuova stazione sarà ultimata, dai progetti direi che sarà un bel pugno in un occhio... Ma anche un riferimento avveniristico che potrebbe risvegliare Bologna dal suo torpore. Chissà. Intanto... Si stanno rifacendo le strade più importanti, e sebbene i materiali non provengano dalle cave locali, bensì dalla cina (qui c'è chi dice per il costo, e chi dice invece perché il colore dei materiali era più vicino a quello originale... chi lo sa), per lo meno non si è cancellato un pezzo di storia togliendo un lastricato di porfido con una bella striscia d'asfalto.
      Se passi da queste parti, la prossima volta, avvisami, che così proviamo a organizzare un bell'incontro :-)

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