domenica 25 ottobre 2015

31 Ottobre (Incipit) - #ebook

Glauco Silvestri
Il ticchettio rapido dei suoi passi echeggiava tra le arcate dei portici del Pavaglione. Il respiro affannato. Il sudore freddo sulla fronte. Le caviglie doloranti per via dei tacchi a spillo. Mai avrebbe pensato di odiare quelle scarpe da duecento euro. 
L’aria gelida le saliva lungo la schiena coperta. La città dormiva ancora, era mattina presto, venerdì. Alle sue spalle non sentiva alcun rumore. Solo il ticchettio di quei maledetti tacchi a spillo. 
Forse non la stava seguendo. Forse quella corsa sfrenata stava accecando i suoi sensi. 
Non osava voltarsi. Se fosse stato proprio alle sue spalle avrebbe avuto un’ottima occasione per raggiungerla e... 
I portici erano invasi dalla penombra. La luce proveniente dalla piazza le permetteva di capire dove stava andando. I lampioni la guidavano tra le insidie di quel portico millenario. Sperava solo di non cadere. 

Mieaow! 

Un gatto nero la osservava dall’alto di un bidone della spazzatura. Era stato disturbato dalla sua corsa, da tutto quel baccano che stava facendo. Cosa ci faceva su quel bidone? Forse cercava del cibo. Forse cercava un punto migliore da cui osservare la città. 
Strani pensieri. Eppure era seguita. 
Quella strana sensazione di avere qualcuno alle spalle non l’aveva mai abbandonata. Eppure, non aveva mai visto nessuno dietro di lei. 
L’oscurità era troppa sotto quel portico. Se solo fosse riuscita a raggiungere Via Ugo Bassi, se solo fosse riuscita a mischiarsi alla città che si stava svegliando. 

Bip! Bip! Bip! 

Un grosso camion dell’azienda municipale stava scaricando un cassonetto giallo nel proprio intestino metallico. L’autista era illuminato dai bagliori del monitor installato in cabina. Stava controllando i bracci meccanici che sollevavano il cassonetto e lo portavano in posizione. Una piccola telecamera 
posta sul fianco del veicolo osservava l’operazione con attenzione. 

Mieaow! 

Ora il gatto si lamentava. C’era troppo rumore. Non bastava lei che correva senza fiato. C’era quel camion. C’era il 27 che imboccava Via Indipendenza per raggiungere la prossima fermata. 
Con un balzo agile il gatto saltò tra le sue gambe. Un gesto di vendetta. Un gesto di ribellione verso i disturbatori della quiete pubblica. 

Mieaow! 

Le sue gambe erano stanche, non erano più come prima. Quel portico era lungo soltanto due o trecento metri, ma a lei, sembrava di correre da tutta la notte. Cercò di schivare la grossa bestia scura che si era tuffata proprio davanti a lei. 
Incespicò. 
Un tacco si ruppe, e in un istante, fu a terra. L’impatto non fu tra i più tremendi. Non fece nemmeno in tempo a gridare. Il suo volto colpì il suolo come fosse un grosso sacco di patate. Rimbalzò goffamente un paio di volte sulla guancia sinistra e strisciò sul suolo ruvido del porticato. 
Strano! Non aveva mai pensato al suo viso come a un sacco di patate, ma durante la caduta, quell’immagine sgraziata era stata la prima cosa che le era venuta in mente. 
Non aveva nemmeno fatto in tempo a mettere le mani avanti. Era caduta di piatto, proprio sopra il gatto che, colto di sorpresa, non era riuscito a evitare di essere investito. 



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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