venerdì 18 settembre 2015

Che cos'ho nel frigo?

Glauco Silvestri
Qual'è il mio livello di privacy? Leggevo questo interessante post di Alex e il dubbio mi è sembrato lecito. E' difficile che io nasconda qualcosa, o che mi atteggi come fossi qualcuno, nella mia vita 'social' in rete; però è ovvio che non dico tutto ciò che penso (n.d.r. Tranne quando mi si tappa la vena, ma son momenti rari, e di solito in quei casi perdo sempre qualche follower...).

Qui, online, io mi presento da anni come uno che scrive, uno che fa foto, uno che fa digital painting (n.d.r. Mi definisco 'uno che' perché ho scoperto che molti professionisti del settore si scaldano parecchio quando vedono un amatore che usa quello che sarebbe il termine più corretto, ovvero scrittore, fotografo, eccetera eccetera... Ne va della loro professionalità, dicono!), un blogger. 

Non manco di esprimere opinioni, che siano politiche, filosofiche, umorali, esprimo il mio modo di pensare, di solito su Twitter, meno spesso in questo mio spazio. 

I miei gusti sono abbastanza chiari a tutti. E' sufficiente vedere quali libri recensisco, quali film recensisco, quali acquisti faccio e poi recensisco su Amazon, quali luoghi visito e recensisco su Tripadvisor, quali ristoranti frequento e recensisco su Tripadvisor, quali mostre d'arte visito e recensisco...

A volte mi comporto anche come l'utente social medio, scattando selfie con la mia morosa, facendo food porn nei ristoranti, ma anche nella mia cucina, e ultimamente capita spesso quando faccio il pane... Una cosa che mi dà una soddisfazione incredibile, vederlo crescere poco a poco... Dovete provare.
Questa roba la trovate sul mio profilo Facebook. Mi è scappata in bacheca anche qualche foto di gattini, lo ammetto, ma è più facile che troviate dei pappagalli...

Nelle cose molto personali che voglio esternare, di solito, uso un linguaggio criptico... E c'è persino chi ci clicca sopra mi piace.

Insomma, il mio livello di privacy, in rete, è piuttosto bassino. 

Volendo, potete scoprire più o meno tutto su di me, online. Ma unendo i pezzi, otterreste un ritratto calzante di me stesso? Ne dubito. 

E' una cosa che si impara in cucina. Non basta avere tutti gli ingredienti per ottenere un'ottima torta. Non è una questione meccanica, l'elemento umano è fondamentale per raggiungere il risultato. Per cui, mettendo tutti gli ingredienti sopra indicati, ma mescolandoli nel modo 'sbagliato' potreste ottenere un profilo molto distante da quello che potrei essere veramente. 

La stessa cosa, probabilmente, è valida per ogni altro individuo presente in rete.

Pero i fan, gli appassionati, i follower, vogliono/credono/sperano/desiderano conoscere l'autore delle storie che amano. Il web dà loro la percezione che ciò sia possibile, ma è un qualcosa di artificioso, un costrutto individuale che i fan costruiscono attraverso le molte, ma comunque parziali, informazioni che gli autori sono disposti a fornire. 
E' un gioco a due, dove per rimanere in auge non bisogna mostrare sé stessi, bensì ciò che i follower immaginano che tu sia. 
E così nascono i personaggi pubblici, che hanno sì più spessore dei cartonati che ritraggono autori/attori/musicisti posti fuori dalle librerie, ai concerti, e dai cinema, ma che neppure sfiorano la complessità intima di un individuo. Personaggi costruiti ad hoc dagli agenti per piacere a 'quel target di pubblico', ma anche costruiti ad hoc dagli stessi artisti per mostrare ciò che vorrebbero essere, magari in un mondo perfetto, limando quelle imperfezioni, quei dettagli, che potrebbero far cadere il castello di carte che sostiene lo show business.

Bill Cosby è l'esempio ideale di quanto sopra detto. Quanti di noi potevano immaginare che dietro al volto del simpatico papà della famiglia Robinson si nascondesse codesta persona?

Ma tornando a noi piccoli esseri umani, ricalcando le parole di Alex:
...se non parlate, se non comunicate, nessuno vi si fila, nemmeno se siete più bravi di Umberto Eco o di Bruce Springsteen. Il che è ingiusto e anche demenziale, ma purtroppo è così.
Bene... Concludo ricordandovi un film che mostra tutti i rischi di una vita pubblica troppo pubblica: The Fan (n.d.r. Titolo italiano: Il mito).


Anzi no... Devo ancora rispondere alla domanda fondamentale, e per riuscirci ieri sera ho persino fatto la spesa.

Che cosa ho nel frigo? Eccovi la foto:




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. Si direbbe che consumi molti latticini, però le salse imbarattolate al terzo ripiano mi spaventano perché un eccesso di grassi potrebbe avere effetti negativi sul tuo sistema cardiocircolatorio e favorire stanchezza e voglia di sonno, con conseguente calo dell'attività blogghistica e creativa in genere...
    ;-P
    (che dici, come "fan" invadente me la cavo bene?)

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    Risposte
    1. Latticini senza lattosio :-) Ottimo lavoro da fan... ma uno dei barattolini è pesto alla genovese :-D

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