giovedì 2 luglio 2015

Moontrap - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ho scoperto Moontrap grazie a un post sul blog di Alessandro. Non l'avevo mai visto, per cui mi son detto: cerchiamolo! 

Grazie alla recensione di Alessandro sapevo già ciò che dovevo aspettarmi, per lo meno così credevo, e invece il film si è rivelato un po' distante dai miei gusti, e allo stesso tempo vicino ai miei interessi. Una ambiguità curiosa, che ovviamente ho intenzione di raccontarvi... Ma prima credo sia meglio anticiparvi la trama della pellicola, e solo in seguito passare alla mia valutazione.

Siamo nei primi anni 80. Una missione Shuttle intercetta una nave aliena alla deriva, in rotta di collisione con la nostra atmosfera. Sembra che essa giunga dalla luna, una cosa che pare impossibile, eppure tutte le misurazioni portano a confermare l'ipotesi. A bordo viene rinvenuto un cadavere mummificato dalle sembianze umane, e uno strano manufatto ovoidale. I due oggetti vengono presi e portati nei laboratori della NASA. Qui si scopre che il corpo è umano, e che ha circa 14000 anni di età. L'altro oggetto sembra invece insondabile. Tutti si concentrano sul corpo... Possibile che fosse esistita una civiltà terrestre in grado di viaggiare nello spazio prima di 'noi'?
Mentre politica e scienza discutono animatamente, lo strano manufatto alieno prende vita, è una sorta di macchina senziente; costruisce una sorta di esoscheletro con ciò che trova attorno a sé, e comincia a mietere vittime. Abbatterlo è parecchio difficile... Ma quando ciò accade, appare evidente che bisogna tornare sulla luna per una missione di Seek and Destroy!

Il film è del 1989... Ed è un B-Movie, per cui non avrei dovuto sorprendermi di alcune cose che invece mi hanno lasciato perplesso. E' vero che gli effetti speciali erano ancora costosissimi, e che la CGI poteva aiutare solo fino a un certo punto, ma alcune scene, specie quelle nello spazio, e quelle sulla luna, mi hanno ricordato film della fine degl'anni sessanta. Visto che le ricostruzioni degli interni dello Shuttle, della base di controllo di Houston, del Lem e dell'Orbiter, apparivano credibili, perché cadere in fallo facendo camminare i personaggi sul suolo lunare senza tenere conto della bassa gravità? E per quale motivo non 'ricordare' che le scorte d'ossigeno di una tuta EVA non sono illimitate? E che dire delle scene in cui i personaggi erano imprigionati, incatenati a una parete, con catene tanto larghe da far passare le mani senza sforzo... E quelle scene ridicole dove - qui mi spiace dirlo - Walter Koenig fa finta di sforzarsi per sollevare una grata, o di liberarsi dalle catene? E quel bacio ridicolo tra lui e la donna risvegliata dall'ipersonno? Penso sia il peggior bacio cinematografico mai visto al cinema (n.d.r. dopo quello tra Monica Bellucci e Keanu Reeves in Matrix Revolution). Caspita! Mi aspettavo una interpretazione più credibile da parte di un attore con un background tanto vasto quanto quello dell'esperienza televisiva, e cinematografica, di Star Trek. 

Eppure qualcosa di buono c'è. I dialoghi, l'idea, alcune scene davvero ben costruite, e persino il mecha-design, per quanto realizzato con basso budget. I richiami a film di successo come Alien e Screamers è evidente, mentre forse questa pellicola anticipa l'idea dei Borg nella Next Generation di Star Trek. Mi son piaciuti i silenzi, gli spostamenti, il rapporto tra i due astronauti, le ricostruzioni, diamine... alla fine va a finire che boccio per lo più l'opera di Walter Koenig. Non è stato in grado di calzare i panni del personaggio principale, dell'eroe. Molto meglio Bruce Campbell, davvero ottimo come spalla.

Pregi e difetti, quindi. Sempre dal blog di Alessandro scopro che il film è ispirato a un racconto di Hard Science Fiction di Hamilton: questo. Magari me lo leggerò! 

Nel frattempo non posso che ringraziare Alex per la segnalazione, è sempre bello scoprire qualche film di fantascienza che non si era mai visto. Bello o brutto, è comunque una esperienza nuova e piena di sorprese. Del resto non mi sento proprio di bocciare in toto la pellicola. Tutt'altro!

Tra le altre cose me lo sono guardato in inglese senza sottotitoli. E' un buon esercizio in previsione delle vacanze estive... 


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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