lunedì 13 luglio 2015

L'uomo di Marte - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri
Ormai è un po' di tempo che il trailer di The Martian imperversa in rete, ed è più di un anno che L'uomo di Marte raccoglie consensi in tutto il mondo. Ecco... Diciamolo subito, così ci togliamo il dente: Non è un capolavoro. Però è divertente, si legge volentieri, e visto chi l'ha scritto - per quanto sia al suo primo libro in assoluto - accontenta pure quelli come me che pretendono una certa (ok, elevata) coerenza scientifica.

La trama: Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Missione Ares 3. Solo che il suo momento di gloria è breve. Una tempesta costringe l'equipaggio di Ares 3 ad abbandonare il pianeta, e lui viene travolto da dei detriti mentre tenta di raggiungere la navetta (il MAV) che l'avrebbe portato al sicuro, in orbita, sulla nave spaziale Hermes. I suoi compagni, credendolo morto, fanno rotta verso la Terra. Ma Mark non è morto...

Mark Watney è una sorta di McGyver del futuro. Un biologo con esperienze di meccanica, di fisica, e di fai da te. L'intero libro è una serie di sequenze del tipo problemi-rischiodellavita-soluzione. L'astronauta deve stare più di un anno sulla superficie di Marte. Ha con sé provviste per qualche mese, e così trova il modo di coltivare patate. Ha la radio rotta, ma riesce a recuperare il Pathfinder e a parlare con la Terra. Eccetera eccetera eccetera. Fino al momento in cui si dovrà salvarlo, questo astronauta... Ma ciò non cambia la sequenza di episodi, sempre basati su problemi-rischiodellavita-soluzione. Se in questa descrizione vedete una probabile noia, devo dire che non accade. Il personaggio è brillante, la narrazione è amichevole, le spiegazioni scientifiche sono date in modo maccheronico, così che si possano comprendere anche se non si è addetti ai lavori. Nell'insieme non ci si può davvero lamentare, e alla fine della lettura si è soddisfatti. Finale un po' frettoloso, per certi versi, ma che chiude il cerchio.
Per come è scritto, credo che il film verrà davvero bene. Non dico che sia una sceneggiatura, ma poco ci manca. Le descrizioni sono sufficienti a dare spessore, ma non vanno mai troppo nel dettaglio. Tutto rimane sempre su un piano di sufficienza tale che porta il lettore a non fare domande, e neppure a desiderare un approfondimento.

Come svago, è un buon libro. Lo consiglio.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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