lunedì 27 luglio 2015

Jurassic Park - #Recensione #Film

Glauco Silvestri
Lessi il libro in tempi non sospetti, una edizione Garzanti che passò quasi inosservata - all'epoca non c'era internet - se non agli appassionati del genere (n.d.r. Seguivo Crichton dai tempi di Andromeda). Poi arrivò il film come un fulmine a ciel sereno - all'epoca non c'era internet - e le vendite del libro schizzarono oltre ogni immaginazione. Per lo meno questo è il mio ricordo, magari non preciso, magari erroneo, ma è quanto registrai all'epoca. Ricordo che lessi il libro in un paio di giorni, lo divorai... Una cosa del genere mi era capitata solo con Il Signore degli Anelli, che terminai in cinque giorni circa. Ricordo anche che quando andai a vedere il film, alla prima qui a Bologna, fui letteralmente schiacciato contro le porte del cinema dalla folla che spingeva alle mie spalle. Le maschere dovettero aprire in anticipo, fu caos totale per i biglietti, ma una volta in sala, ecco che scese un religioso silenzio in attesa di...

Il film, per quanto perfetto, mi diede un millesimo di ciò che il libro seppe donarmi. Però l'emozione fu comunque davvero incredibilmente e assolutamente forte. Ho visto di recente Jurassic World e, no, non capisco proprio chi lo ha accolto come un capolavoro. No, proprio no. Non è minimamente paragonabile al primo film della saga. Scene come quella in cui Ellie si alza in piedi nella Jeep con la bocca spalancata dalla sorpresa, o l'occhio del Velociraptor che fissa l'inserviente attraverso le sbarre della gabbia, in attesa del momento propizio per papparselo... Sono immagini indelebili.
Il primo film non aveva bisogno di 'più denti', come si ripete spesso nel quarto film della saga. Il primo film non aveva bisogno di espedienti quali i due ragazzi che si perdono perché nessuno è veramente interessato alla loro incolumità. Il primo film non ha bisogno di un eroe a cavallo di una moto che corre in mezzo a velociraptor a caccia. Il primo film è puro. Il nonno ama i suoi nipoti. Il disastro è scatenato dal troppo entusiasmo di Hammond, e dall'avidità di un sistemista obeso che non ha fatto bene i suoi calcoli. Non c'è l'esercito che complotta alle spalle di chissà chi. E' tutto puro, semplice, paradossalmente credibile. Ed è meraviglioso... Nonostante Hammond ribadisca spessissimo che 'qui non si bada a spese', ma poi è lui stesso che scatena i problemi quando si scopre che non paga a sufficienza alcuni suoi dipendenti.

Gli interpreti sono davvero azzeccati. Goldblum calza perfettamente i panni dello scienziato appassionato dal caos, i due paleontologi hanno spessore. Lui odia la tecnologia e i bambini, lei invece è sportiva e vuole una famiglia. Hammond sembra Babbo Natale per la sua innocenza. La sua figura è quella del venditore di sogni, e suo malgrado diventa un venditore di incubi. I sentimenti umani, le passioni, sono al centro della pellicola, non gli effetti speciali. E' per questo che il film è inarrivabile.

Lo consiglio, assolutamente.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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