lunedì 15 giugno 2015

Il Tredicesimo Piano - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Quanto mi piace Il Tredicesimo Piano. E' un film dove la fantascienza dà il meglio di sé. C'è la realtà virtuale, ci sono le intelligenze artificiali, c'è un crimine, c'è passione, c'è il dramma, e il finale è inaspettato, per lo meno la prima volta.

Tutto inizia nella Los Angeles degli anni trenta. Un uomo anziano consegna una lettera al barman di un night club, lettera che deve essere consegnata solo a una persona, che chiederà dell'anziano, nessun altro. Poi ci si proietta nella Los Angeles dei giorni nostri. Hannon Fuller è proprietario di una società tecnologica di altissimo livello. Al tredicesimo piano della sede della società è in corso un esperimento di realtà virtuale, uno studio durato più di vent'anni, e forse la scoperta più importante nella storia dell'umanità. Fuller chiama il proprio socio, Douglas, deve raccontargli la sua ultima scoperta, ma teme che qualcuno voglia attentare alla sua vita. Difatti Fuller non vede il mattino successivo. La polizia indaga. Il sospettato principale è Douglas, ovviamente, perché Fuller - in caso di morte - ha lasciato la propria società al suo amico e aiutante. Però c'è un'altra pedina sulla scacchiera, la figlia di Fuller, comparsa dal nulla, di cui nessuno conosceva l'esistenza.
Douglas decide di investigare da solo, scopre che l'anziano Fuller era riuscito a proiettarsi nel mondo virtuale che aveva creato, e di andare lì per divertirsi con le ballerine di un night club. Decide di seguire le orme del suo mentore, per scoprire il messaggio misterioso, e chiarire l'omicidio prima che la polizia decida di arrestarlo... Scopre così che il mondo virtuale è tutt'altro che virtuale, la vita è vera all'interno di quei computer, e ogni persona ha la sua personalità. Per di più scopre che il barman ha letto la lettera, e sà di trovarsi in un ambiente artificiale... Ed è determinato a vedere com'è il mondo fuori...

Un bell'intrigo, eh? E non ho rivelato tutto quanto, soprattutto, quello che sarebbe il colpo di scena che rende tutto quanto molto più emozionante. Fare il paragone con Matrix è quasi scontato, perché è il film che si sarebbe voluto vedere nella pellicola dei Wachowsky e che non si è visto. Il pappone filosofico religioso lasciamolo ai filosofi, gli scontri in CGI con i Mr Smith lasciamoli a chi ama i film action. Finalmente ecco come doveva essere 'il film' sulla realtà virtuale. E' ciò che ci si aspettava, per certi versi, con Second Life. Ovviamente, come accade sempre, la datazione di queste pellicole finisce per rendere tutto inverosimile. Spoilerizzo un po'? Il 2024 è una data troppo vicina, anche all'epoca della realizzazione del film, per immaginare che...
Bravi gli attori, ottima l'ambientazione dove si è deciso di mostrare gli anni trenta con una tonalità seppia, e il mondo attuale con i colori giusti. Bella l'idea di un Douglas che dopo il primo salto nel mondo virtuale segnala la diversa tonalità di colore come un difetto da correggere. La grafica CGI è limitata, è efficace, è adatta al tipo di film. L'ambientazione del futuro 2024 invece è discutibile, visto poi che lo skyline delle metropoli americane non è poi cambiato molto negli ultimi due secoli, perché dovrebbe cambiare in poco più di vent'anni? Una menzione d'onore va a Vincent d'Onofrio. E' davvero bravo a interpretare ruoli border line. Lo ricordo bene nelle vesti di Palla di Lardo, giovanissimo, in Full Metal Jacket. Bravissimi anche gli altri... tutti volti poco conosciuti, e comunque non sconosciuti. Molto carina Gretchen Mol, che avevo già incontrato in Life on Mars, in Donnie Brasco (cit. Che te lo dico a fare?), e qualche altro film hollywoodiano.

Il film è da guardare. Assolutamente. Per cui non esitate neppure un attimo.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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