sabato 23 maggio 2015

The Descent - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Non so voi... Ma a me The Descent fa saltare dalla sedia. Sarà che son sempre stato attratto dalle grotte, ma la mia immaginazione non mi ci ha mai fatto inoltrare più di tanto, sarà che l'intero film è costruito in modo da apparire claustrofobico, sarà che in mezzo ci hanno messo un po' di paranoie umane, oltre all'elemento 'terrore puro', però io salto dalla sedia di quando in quando, quando lo vedo.

Trama: Un gruppo di amiche ama fare sport estremi. L'ultima occasione è una discesa tra le rapide di non so quale fiume, ma alla fine dell'avventura, sulla via del ritorno, un incidente stradale fa perdere la vita a marito e figlia di una delle donne. Passa un anno. La donna, Sarah, non si è ancora ripresa completamente dal lutto, ha incubi terribili, anche a occhi aperti. Le amiche di sempre decidono di organizzare una esplorazione in grotta, e la chiamano pensando che ciò possa aiutarla a superare il trauma. Dovrebbe essere una cosa facile, di secondo livello. I monti Appalachi sono famosi per offrire divertimento con rischio minimo. Ma chi organizza decide di fare il colpo gobbo, e invece di condurre le amiche nella grotta decisa di comune accordo, le porta in una mai esplorata... Ovviamente di nascosto. Le carte si svelano quando una improvvisa frana blocca loro la via del ritorno. Panico, ma sono professioniste, e sanno come comportarsi in questo tipo di occasioni... Solo che la rabbia è difficile da placare perché l'escursione doveva essere un'occasione di ritrovo, e non un rischio. A ogni modo, le ragazze avanzano nella grotta, sperando di trovare un'altra uscita. E invece incontrano... qualcosa di molto pericoloso.

Ci sono tutti gli ingredienti per convincere tutti a non entrare nelle grotte, e soprattutto, a non farlo con amici esperti che amano l'adrenalina e non badano al rischio. Nel film capita di tutto. Prima la frana. Poi una ragazza si fa male a una mano. Poi un'altra si rompe una gamba. Poi... arrivano strane creature umanoidi perfettamente adattate al buio, e carnivore - ma soprattutto affamate. E' strage. E' paura pura, è rabbia, è spirito di sopravvivenza. Le ragazze diventano improvvisamente spietate. L'amicizia scompare, prevale il desiderio di salvarsi, e così tutte faranno - prima o poi - il medesimo pensiero al sentire le grida delle compagne: se mangiano lei, io posso allontanarmi quatta quatta... Ma la grotta ha una via d'uscita? Questo è il mistero. Sembra più una trappola, e neppure si può tornare indietro per via della frana. Ve lo dico... Fa paura. Ottime le interpretazioni, ma soprattutto è ottima la regia, che non lascia spazio al relax. E' angosciante, claustrofobico, capace di risvegliare le paure ataviche che si nascondono in ognuno di noi. Cosa c'è di peggio di rimanere bloccati in un cunicolo sotto terra? Che le batterie si scarichino e ci lascino al buio? O che ci sia qualche creatura pronta a nutrirsi delle nostre carni? E in quel buio senza vie di scampo, quali pensieri possono affiorare dal nostro intimo?

E' davvero un film che fa venire uno 'smalvino'. I cardiopatici è meglio che lo evitino. Però è un must imperdibile. Lo consiglio.




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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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