martedì 5 maggio 2015

Atto di Forza - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Quando avevo vent'anni di meno sulle spalle, Atto di Forza mi pareva un filmetto di seconda categoria. Per quanto avesse origine da un racconto di Dick, la presenza di Swarzenegger, la sua impostazione totalmente action, quell'umorismo base dei tassisti, e la poca attenzione nella ricostruzione dei dettagli di un futuro prossimo - specialmente nelle automobili - mi hanno sempre fatto pensare a quel film come a un qualcosa di serie B.
Sono passati vent'anni circa, e soprattutto ho visto il remake, e improvvisamente il film originale non mi pare più tanto brutto.

Siamo a Chicago. E' il 2084. Doug Quaid fa l'operaio, è sposato con la bionda Lori, ed è ossessionato da enigmatici e paurosi incubi notturni durante i quali vede se stesso morire su Marte mentre è insieme ad una donna sconosciuta. Non potendosi pagare un viaggio su Marte, ormai da tempo colonizzato dagli uomini, che ne estraggono un prezioso minerale, il turbinium, Doug si reca alla Total Recall, ditta specializzata nelle vacanze mentali... ovvero che innesta ricordi di viaggi, e avventure, a chi non può permettersi realmente viaggi interplanetari. E' l'occasione per Doug di chiarire i suoi incubi, e soprattutto, la sua ossessione per Marte. Solo che il trattamento gli risveglia ricordi che mai si sarebbe aspettato di avere. Il suo vero nome è Hauser, è un agente segreto, e che durante le sue investigazioni sul proprietario delle miniere marziane, Cohaagen, ha subito un trattamento di cancellazione della memoria. Da quel momento tutti i suoi amici, e sua moglie, gli si rivoltano contro. Per questo decide di recarsi sul pianeta rosso... nella speranza di fare chiarezza, e magari di ritrovare Melina, la donna che compare nei suoi sogni.

La parte più interessante di questo film è il gioco tra realtà e finzione. Durante tutta la pellicola il regista sarà abile a mostrare le due facce della medaglia, ogni dettaglio dell'avventura vissuta da Hauser potrebbe in realtà essere il sogno di Doug, o addirittura una ricostruzione paranoica dovuta a un problema con la macchina della Total Recall. Insomma, il dubbio, l'equivocità dei fatti, e il ritmo incalzante del film lasciano sempre sul chi vive. Ed è bravo il cast a mostrarsi un attimo prima amorevole, un attimo più tardi un assassino feroce. Poco credibile Sharon Stone quando prova a mostrare il suo lato combattivo, così come Rachel Ticotin, l'altra protagonista femminile del film. Entrambe molto belle, lo scontro tra la bionda e la mora appare sempre artefatto e mai convincente. Che sia colpa dei loro visi tanto puliti, dalla loro bellezza, dal troppo contrasto tra le forme di modelle, con quelle di mister universo Arnold Swarzanegger? Non so, a ogni modo le due figure femminili non riescono a calzare i panni perfettamente dei loro personaggi, mentre Arnold è perfetto per il ruolo prefissatogli. Bravo anche Ironside, che è maestro nel vestire i panni del cattivo. Convincenti anche i personaggi di secondo piano.

Nel complesso la pellicola mostra pregi e difetti. Ovviamente non ho svelato proprio tutto sulla trama, per cui vi consiglio di guardarlo... e lasciate perdere il remake!


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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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