giovedì 7 maggio 2015

Appleseed - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Vista l'uscita nelle sale cinematografiche di Humandroid (n.d.r. il cui mecha-design richiama questo anime, e anche l'ED209 di Robocop), mi è tornato alla mente questo vecchio VHS che avevo riversato in digitale prima che mi morisse il videoregistratore. Appleseed è vecchiotto, con una trama un po' scollegata, che ha difficoltà a spiegare il contesto generale della vicenda, e che somiglia più a una puntata di un cartone animato seriale, piuttosto che a un film. Peccato, perché ce ne sarebbe da dire su questo anime. Ma andiamo con ordine, la trama:

Anno 2131. A causa una guerra nucleare, la Terra è ridotta a un ammasso di macerie, citta distrutte, paesaggi desolati. La razza umana è sull'orlo della fine, e i pochi esseri viventi non trovano di meglio che continuare a guerreggiare tra di loro per chissà quale desiderio di potere. Per evitare una fine tragica, grazie alla tecnologia, un ultimo governo 'stabile' decide di costruire Olympus, una città autonoma prototipo, nella quale vengono integrati una certa quantità di umani, con una nuova 'razza' creata artificialmente e programmata per non essere aggressiva (i biodroidi). Questi ultimi si occupano della amministrazione, della sicurezza cittadina, e un po' di tutto il resto, nel tentativo di offrire all'uomo un posto dove vivere bene e senza preoccupazioni. Il tutto è controllato da un super computer (Gaia), e da un'umana che ha le veci di sindaco. La forza di polizia di Olympus è mista, tra umani, cyborg, e biodroidi. Tra loro spiccano due membri della ESWAT, Deudan e Briaeros, entrambi immigrati dal mondo esterno, e personaggi primari della vicenda. In un ambiente di questo tipo tutto parrebbe ideale per la rinascita del genere umano, ma ci sono dei ribelli. Alcuni umani, infatti, non sono riusciti a integrarsi con questo ambiente 'perfetto', tale da negare le naturali ideosincrasie squisitamente umane, si sentono in gabbia, una gabbia dorata, ma pur sempre una gabbia. Per ciò il loro attacco al potere si fa sempre più agguerrito e micidiale... Specie quando decidono di impadronirsi di nuove e invincibili macchine di morte, solitamente controllate da Gaia. Difatti Gaia è legato al dna di Hitomi per funzionare. Quest'ultima è un biodroide che generalmente è incaricata della scelta di umani da 'salvare, e portare' nell'ambiente protetto di Olympus. Rapita lei, Gaia viene disabilitato, e così i nuovi mezzi da combattimento finiscono nelle mani dei ribelli.

Il disegno di questo cartone è parecchio datato, la trama non è efficace nel descrivere un contesto complicato come quello dell'anime, per lo meno i personaggi hanno un certo spessore, e anche se bisogna intuire il loro passato - anche qui viene raccontato poco del loro back ground - reggono bene la funzione loro richiesta dalla pellicola. E' comunque interessante, e non annoia più di tanto. 

Mi piace il mecha-design. Non so se questo basti per invitare alla visione del film. Chissà... Forse funziona meglio il più recente Appleseed Alpha, con grafica tutta rinnovata, e ambientato qualche anno prima, quando ancora Deudan e Briaeros non vivevano a Olympus. Io, però, non l'ho ancora visto.



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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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