sabato 7 marzo 2015

Under The Skin - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Tratto dall'omonimo romanzo di Michel Faber... Romanzo che non conoscevo, lo ammetto, questo film spiazza lo spettatore. La sensazione è che il regista abbia voluto sperimentare. Così come l'alieno è alieno alla nostra cultura, alla nostra emotività, così anche la pellicola è realizzata con la medesima freddezza. Colonna sonora minimalista, una fotografia essenziale, effetti speciali al minimo dei minimi, ma andiamo per gradi.

Under the Skin ci presenta Isserley. Lei è un'aliena con sembianze umane che percorre le autostrade deserte a caccia di prede, sfruttando la sua bellezza come esca. Lei ovviamente non ha sembianze umane, veste la pelle di una donna, forse la prima vittima della caccia spietata che si appresta a compiere. Ha un complice, un altro alieno che si occupa di ripulire la zona dopo il passaggio di Isserley. Durante la caccia, l'aliena ha a che fare con diversi uomini, tutti paiono uguali all'inizio, ma pian piano, e soprattutto quando 'cattura' un uomo deforme, comincia a comprendere la natura umana, e mette in discussione la propria identità... visto poi che indossando i panni di un'umana, non vede più il suo volto per quello che è.

Ci sono degli ingredienti interessanti. Scarlett Johansson è perfetta nel ruolo di Isserley. Non avrei mai immaginato che potesse, lei che sprizza femminilità da tutti i pori, diventare tanto fredda, glaciale, meccanica, quasi una marionetta. E' interessante il tessuto narrativo della pellicola. I dialoghi sono ridotti al minimo, tutto è essenziale, e la comprensione della vicenda è lasciata all'intuito di chi la guarda. Immagino che il regista abbia voluto ricercare l'interiorità di Isserley, di farla provare a chi guarda il film, così che quest'ultimo non sia sopraffatto dall'essere spettatore. Il fatto è che si prende consapevolezza solo piano piano. All'inizio non si capisce molto, giusto che l'aliena rapisce gli uomini per i suoi scopi. Solo in un secondo tempo si comincia a comprendere che lei ha dei dubbi. Comincia a fermarsi davanti agli specchi, a studiare sé stessa, come se non si riconoscesse più. E' un film molto profondo, interessante.
Ma è anche estremamente lento. E' di difficile comprensione. E bisogna guardarlo quando si è ben lucidi, altrimenti si rischia che sopraggiunga la noia, e una palpebra cadente... visto poi che in questi ultimi anni il cinema ci ha abituati a ritmi ben più sfrenati.

Nel complesso, credo, l'amante della fantascienza pura dovrebbe dargli un'occasione. Forse due.


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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. Io mi annoio facilmente.
    Ma qui, nonostante i ritmi lenti, non mi è capitato. Tutto merito di Scarlett? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso di sì... Succede uguale anche a me :-)

      Elimina

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