lunedì 30 marzo 2015

Akira - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Chi non conosce Akira? E' stato 'il cartone animato' per tutti gli anni novanta. Era il punto di riferimento, sia per complessità della trama, estremamente adulta e profonda, sia per la qualità realizzativa del film. Molti, ancora oggi, parlano di un capolavoro indiscusso... E probabilmente è davvero così.

La trama! Siamo ambientati anni avanti rispetto la terza guerra mondiale. Il pianeta si sta lentamente riprendendo. Tokyo è una città ancora devastata dal conflitto, ed è terreno fertile per un gruppo di bande motociclistiche costituite da adolescenti in perenne lotta tra loro. Queste bande seminano violenza nelle strade e la polizia non può che lottare tenacemente e in modo brutale contro di esse. Il contesto generale vede una popolazione che ancora fatica a superare le conseguenze del conflitto. Tutti conoscono Akira. Si tratta di una entità effimera, la consapevolezza è diffusa senza che mai se ne parli. Nella realtà è il frutto di un 'esperimento' militare, o forse è meglio dire la 'conseguenza' di un esperimento militare.
Durante l'ennesima scorribanda tra motociclisti il giovane Tetsuo investe un giovane mutante in fuga. Ciò fa sì che il mutante sia ricondotto nel luogo protetto dove aveva vissuto fino a quel momento, e allo stesso tempo - visto che il motociclista rimane ferito - la sua cattura.
Mentre la banda di Tetsuo cerca di capire cosa sia successo al loro compagno, il ragazzo è ricoverato in un ospedale segreto. L'incidente col mutante ha liberato in lui una parte nascosta del suo essere. E' un processo simile a quanto accadde ad Akira durante la terza guerra mondiale. Gli scienziati sono curiosi, e soprattutto sono convinti di poter contenere quanto sta accadendo. Ma Tetsuo riesce a liberarsi dalla prigionia. Spinto dal desiderio di tornare libero, dalla voglia di rivalsa nei confronti del capo della sua banda (la moto diventa il simbolo di questa rivalità tra i due giovani), torna nel suo quartiere. Ma l'assenza delle medicine scatena in lui una violenta e incontrollabile mutazione...

Quanta carne al fuoco. La guerra tra bande giovanili. Una società che stenta a riprendersi. La politica corrotta. I militari che ancora eseguono esperimenti sugli ESP per poter ottenere nuove armi. Il desiderio di libertà dei giovani. L'oppressione della polizia. Una scuola incapace di offrire opportunità per il futuro. Che altro? Akira, il bambino che quasi riuscì ad elevare sé stesso a una forma di vita superiore e incorporea, e che ci sarebbe riuscito se i militari non l'avessero soppresso per condurre esperimenti su ciò che rimaneva del suo corpo. E Tetsuo, già ribelle e che si sentiva 'costretto' dai limiti del suo corpo, e del suo essere bambino. Lui ottiene qualcosa nell'occidente, lo sblocco di un qualche catenaccio che teneva il suo spirito incatenato alla corporeità della sua esistenza. Il suo potere latente, la sua... Nel cartone si parla di un potenziale presente in ognuno di noi, e che solo pochi riescono a esprimere in modo minimo attraverso la creatività, ma che a causa del terzo conflitto mondiale, delle radiazioni, non so che altro, alcuni ottengono l'opportunità di varcare questi limiti e diventare qualcosa di più... come dire, potente? completo? Difficile a dirsi e a spiegarsi.

Il disegno di Katsuhiro Otomo è evidente, e in questo anime è davvero ben realizzato. Certo, molti quesiti rimangono in sospeso perché la storia è complessa e per quanto l'anime sia lungo, il fumetto è sicuramente più completo ed esaustivo. Però, con un po' di attenzione, è evidente il messaggio che si vuole trasmettere. E lo si fa con arte davvero sublime. E' un capolavoro? Se non lo è, ci arriva comunque davvero vicino.

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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

2 commenti:

  1. non ho mai visto cose del genere, ma mi hai fatto venire la curiosità: gli darò uno sguardo...

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    1. E' un cartone animato complesso. Son curioso di sapere cosa ne penserai :-)

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