martedì 3 febbraio 2015

Si alza il Vento

Glauco Silvestri
In Si alza il Vento, il geniale Miyazaki ci racconta la giovinezza di Jirō Horikoshi, quello che diventerà l'ingegnere aeronautico progettista del caccia Zero, quest'ultimo divenuto famoso per il suo attacco devastante alla base Navale Americana di Pearl Harbor, e che fece scatenare la guerra tra Giappone e Stati Uniti d'America.
Film che romanza la vita del progettista quand'era ancora un giovane, adolescente, e di belle speranze. Il Giappone, in quell'epoca, soffriva di una arretratezza tecnologica imbarazzante. Faticava a produrre aerei degni di quel nome, mentre il resto del mondo faceva a gara per realizzare la macchina migliore, più veloce, più grande, con maggiore autonomia, eccetera eccetera. In un sogno il giovanissimo Horikoshi riesce a costruire un aereo che somiglia tantissimo a un fenicottero. Questo aereo viene però abbattuto da una enorme nave volante, e ciò lo sconvolge al punto da guidare ogni sua scelta successiva. Nella vita reale, ispirandosi al noto ingegnere progettista di aeromobili Caproni, comincia una carriera difficile negli stabilimenti della Mitsubishi. Pur avendo idee geniali, gli aerei nipponici soffrono troppo del gap tecnologico, e neppure i viaggi nella alleata Germania possono risolvere il problema senza illimitati fondi economici, e spirito intraprendente.
Jirō sembra dotato dell'intraprendenza, e della dedizione alla sua missione. In sogno Caproni continua a spronarlo, e nella vita gli amici fungono da vero e proprio motore alla sua creatività. E' però la giovane e bella Naoko a rivoluzionare il suo animo, e a spingerlo contro ai dettami dell'esercito, del governo, per fare di testa sua e realizzare il primo velivolo veramente efficiente giapponese (non lo Zero, quello verrà più avanti, a guerra mondiale iniziata). Naoko scatena nel giovane ragazzo le emozioni che sino a poco prima mai avrebbe immaginato. E' la sua debolezza, la sua malattia, a stimolare lo spirito dell'amato. Soprattutto è il suo sacrificio... in quanto decide di abbandonare le cure per stare vicino all'uomo che ama nel momento in cui egli ha più bisogno di appoggio. Appoggio che riceve anche da Caproni, in sogno, e dalla dirigenza della azienda per cui lavora, che addirittura lo nascondono dai servizi segreti per permettergli di continuare i suoi studi e sviluppare, finalmente, l'aereo dei suoi sogni.

Il messaggio di questo cartone animato è ovviamente quello di affrontare le avversità, di vivere e continuare a vivere, anche quando gli eventi ti spezzano le gambe, ti tolgono ogni motivazione, ti avviliscono. La sofferenza è insita nell'animo umano, e forse non solo in esso, ma è il carattere a far sì che le difficoltà si affrontino e si superino. La dedizione, la determinazione, l'amore, questi sono i motori più potenti per volare.
Miyazaki, che sappiamo essere sempre stato amante del volo, usa questi ingredienti per raccontarci la toccante storia dell'aeronautica giapponese e dell'aereo più importante per essa, in un periodo storico in cui il Giappone era succube dei paesi esteri, e soggiogato da una cultura che guardava con sospetto, e arrancava, di fronte alla modernità galoppante degl'anni 40
E' quindi una pellicola intrisa di messaggi propositivi, ma allo stesso tempo è una pellicola priva del brio allegro che invece è presente in molti suoi precedenti film. C'è poco da fare, il film è lungo, lento, melenso, e gli sprazzi emozionanti - togliendo gli eventi drammatici - si contano sulla punta delle dita. Però c'è poesia e romanticismo. Gli aerei, il volo, sono solo una scusa per raccontare in realtà una vicenda umana. Difatti gli aerei, pur essendo sempre presenti, finiscono sempre in secondo piano rispetto alle vicende di Jirō e Naoko.
E' un film piatto e profondo allo stesso tempo. La qualità del disegno è ovviamente di altissimo livello, così come l'espressività dei personaggi, che qui appaiono più maturi e veri. Qualche volto, questa è una caratteristica tutt'altro che peculiare nei lavori di Miyazaki, è ricorrente da precedenti suoi lavori. E' piacevole, e allo stesso tempo diventa anche un trivia per chi ama guardare i suoi film. E' un po' come se i volti che appaiono in queste storie, in realtà, appartengano a attori che interpretano dei ruoli, e che il regista continui a ingaggiarli perché bravi e/o calzanti con i ruoli dei suoi futuri lavori. 

Bello è bello. Un po' meno efficace di altri lavori, e stanca un pochino verso il finale, forse perché è davvero lungo... Ma è di altissima qualità, come solito di Miyazaki.


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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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