martedì 17 febbraio 2015

Il Quinto Elemento

Glauco Silvestri
Che strano film, Il Quinto Elemento. Ogni volta che lo guardo finisco per averne una opinione differente. A volte lo trovo geniale, a volte un po' noiosetto, a volte divertente. In pratica devo ancora farmi una opinione precisa, e vi assicuro che un po' questa cosa mi disturba.

La pellicola racconta una vicenda singolare. Un archeologo dei giorni nostri, studiando una piramide egiziana, scopre una sorta di profezia. Il male assoluto arriva dallo spazio ogni 5000 anni, e l'unico modo per fermare la sua sete di morte e distruzione, è un'arma in grado di funzionare attraverso i quattro elementi, ovvero terra, aria, acqua, fuoco, tutti focalizzati su di un misterioso quinto elemento, che dovrebbe avere forma umana. 300 anni più tardi, ecco che compare nello spazio profondo una strana nebulosa. Si avvicina alla nostra galassia, e non promette nulla di buono. Le navi militari terrestri non possono nulla contro questo 'fenomeno' e la preoccupazione cresce a livelli allarmanti. Un frate, Padre Cornelius, si presenta al governo terrestre, e racconta della profezia. Un popolo alieno dovrebbe portare le componenti dell'arma necessaria a sconfiggere questo male assoluto, ma un gruppo di predoni ne intercetta l'astronave. Nel frattempo, Korben Dallas - tassista ed ex soldato, vive una esistenza grigia. Una donna dai capelli rossi, che parla una lingua incomprensibile, piomba letteralmente dal cielo dentro al suo taxi. Sta fuggendo dalla polizia e chiede aiuto a Korben, per raggiungere Cornelius. Lei, Leeloo, altro non è che il Quinto Elemento, l'essere supremo in grado di fermare, secondo le antiche profezie, la distruzione della Terra da parte dell'oscurità.

Mi piace la goffaggine degli alieni. Per una volta non sono esseri aggraziati e superiori a noi in tutto e per tutto (a parte il Quinto Elemento). Mi piace l'aria scanzonata con cui Besson racconta la vicenda. A volte non bisogna prendersi troppo sul serio quando si fa fantascienza. Mi piace la ricostruzione di un futuro plausibile, le metropoli ancora intasate di traffico nonostante le auto volanti, e lo smog che ha reso ormai invivibile la superficie. Mi son piaciute anche le interpretazioni di Willis e della Jovovich. Non ho apprezzato il cattivo di turno, Zorg, ricco magnate e proprietario di una mega multinazionale, che fa accordi con il male supremo per via del suo amore per il caos. Il male supremo non dovrebbe temere nulla, no? E invece si presenta timidamente, incaricando qualcun altro di eliminare il quinto elemento prima di giungere sulla Terra... Per l'amor di Dio, è una scelta assennata, il muoversi con cautela, ma di sicuro non è una mossa da 'male supremo'. 
E' evidente che questo film sia un modo di irridere le Major americane, molti cliché sono proiettati proprio in tal senso, come - per fare un esempio tra tanti - il dj Ruby Rhod. Non mancano cliché contro l'esercito americano, che prima spara e poi fa domande, nonché l'irrazionalità e l'incapacità della politica.
La sensazione è che ogni tanto ci si perde, in questa pellicola, e che solo casualmente si ritrova la strada.

Nell'insieme è comunque un film davvero ben realizzato. E' capace di intrattenere e divertire. Ci sono colpi di scena, e personaggi davvero in gamba nel interpretare i loro ruoli. Tutte le carte sono al loro posto, e tutti gli ingranaggi funzionano. Allora perché a volte lo adoro, mentre altre lo guardo con sufficienza? Non riesco ancora a rispondere.



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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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