martedì 11 novembre 2014

Su Interstellar...

Glauco Silvestri
L'hanno spacciato come il nuovo 2001 Odissea nello spazio... e va be', Hollywood deve sempre cercare di superare sé stessa, o per lo meno, di usare titoli altisonanti sulle sue creazioni più recenti, dimenticando concetti basilari quali... 2001 Odissea nello Spazio è divenuto cult grazie a chi l'ha guardato e amato, e non a chi l'ha prodotto, e soprattutto, è stato tratto da un romanzo scritto da uno dei maggiori autori di fantascienza dell'epoca, e non dal medesimo regista che ha poi prodotto il film. E poi c'è questa cosa che di questi tempi i film, ma anche i libri, vengono etichettati già prima che appaiano sul mercato, questa cosa mi da un po' fastidio, anzi parecchio fastidio, ma abbiate pazienza perché sto diventando vecchio e acido, nonché con una apertura mentale sempre più ristretta. Forse non riesco più a cavalcare l'onda del 'progresso' come fanno i giovani, per fortuna non sono uno di quelli che 'si stava meglio quando si stava peggio', per quanto non sono poi così sicuro che in passato si stesse peggio rispetto a oggi, ma va be', parliamo del film che è meglio.

Nolan, tutti lo stimano per le sue pellicole più altisonanti e blasonate. Io ho apprezzato tantissimo Memento, e mi son piaciuti alcuni film che hanno seguito quel capolavoro, ma... argh, eccomi di nuovo a fare il burbero, ma lo devo dire, Inception non mi è sembrato quel gran capolavoro inimmaginabile. Lo scrissi all'epoca, e ancora oggi lo penso, tant'è che quel film non è nella mia collezione privata di film. Ribadisco, non sono di effetti speciali deve vivere un film, punto!

Dicevamo: Interstellar. Perdonatemi il lungo preludio ma dovevo inquadrare il mio punto di vista per poi parlare della pellicola. Un breve sunto della trama - poco originale, ma interessante: La Terra è devastata da un parassita che si nutre di Azoto sta modificando l'atmosfera, rendendola sempre più carente degli elementi necessari alla vita vegetale e animale. I raccolti muoiono, il pianeta si desertifica, e le tempeste di sabbia assalgono tutti i centri abitati. Poche sono le generazioni umane che potranno ancora vivere sul pianeta, prima di morire per soffocamento. L'uomo, però, invece che cercare di combattere questo fenomeno (quante aziende farmaceutiche lavorano ogni anno su nuovi farmaci influenzali, e/o ebola, etc etc), si arrendono diventando 'guardiani del pianeta' in attesa di un giorno migliore. La cosa più assurda - a mio parere - è che cominciano pure a rinnegare il passato, tanto che la NASA diventa una sorta di società segreta che di nascosto continua le sue missioni nello spazio alla ricerca di un nuovo pianeta da abitare.
La storia è quella di un ex astronauta che abbandona la famiglia per guidare una missione attraverso un wormhole apparso improvvisamente attorno all'orbita di saturno. Al di là del wormhole, alcune sonde, alcuni astronauti in missione esplorativa, inviano dati interessanti, nove pianeti papabili, di cui tre a portata della missione Lazarus.
Ma non tutto va come dovrebbe... ed è la natura umana a mettere i bastoni tra le ruote all'umanità. Non svelo altro... ma ovviamente, visto che siamo a Hollywood, sappiate che amore, famiglia, e un happy end strappalacrime non li potrete evitare.

Ed ecco il mio commento. In generale, il film funziona, e ben costruito e credibile su quasi tutti i pilastri che lo sostengono... anche se son proprio quei pilastri che mi han fatto storcere un pochino il naso. Difatti, trovo poco credibile che l'uomo rinunci alla ricerca scientifica e alla lotta per la sopravvenza. Dubito fortemente che in ottica dell'estinzione, si decida di impedire ai giovani di studiare, agli scienziati di fare ricerca, per trasformare tutti in agricoltori, ma soprattutto... di rinnegare e negare il passato. La frase 'abbiamo abbastanza ingegneri, a noi servono agricoltori' mi stona un bel po'. Trovo altrettanto poco credibile che la NASA, nascosta a 2 ore di auto dalla fattoria di Cooper (l'ex astronauta di cui vi dicevo), sia in un insediamento top secret. Dalla fattoria Cooper avrebbe dovuto notare i 12 lanci delle sonde. Non è che un razzo lanciato nello spazio sia così discreto. I Saturno V al decollo venivano percepiti dai sismografi in Europa, e l'SLS che si vede nel film, e che ricorda molto quello studiato attualmente dalla NASA per le missioni su Marte, sulla carta è ancora più potente dei vecchi vettori relativi alle missioni Apollo. Mi ha dato un po' di fastidio il fatto che le persone parlino di un drone vagante come se avesse una sua personalità (si è perso? perché è sceso di quota? forse cercava un segnale?). Eddai... mica è un film fantasy!
Il misticismo, la forza dell'amore, uffa! Quanto buonismo inutile allo scopo. In certi momenti sembra un disaster movie dove si raccontano vicende di una famiglia spezzata, un amore spezzato, un cuore che piange, e la forza dell'amore, eccetera eccetera. Ma non cambieranno mai questi Americani?
E poi: se ricevono segnali radio dai due pianeti che devono esplorare, e non hanno tempo per visitarli entrambi, perché non tentare di contattare via radio i pianeti? Se qualcuno trasmette, foss'anche un computer perché l'astronauta si è immerso in sonno criogenico in attesa dell'arrivo della Endurance, dovrebbe essere anche programmato per rispondere in caso riceva segnali, no? No!
Per finire: il piano B! Non è che sia una novità, quella di creare una colonia su un pianeta abitabile molto lontano 'fecondandolo' con ovuli fecondati. Però la missione Lazaruss (alzati e cammina) ha un equipaggio composto da tre uomini e una donna, e in caso di fallimento del piano A (anche in questo caso ce ne sarebbe da dire, ma è fantascienza, per cui lasciamo correre), devono essere loro a mettere in atto il piano B. Le precedenti missioni esplorative erano composte da un solo membro di equipaggio, e i soli tre pianeti visitati erano stati esplorati da astronauti uomini. Mi state dicendo che quell'unica donna avrebbe dovuto offrirsi per affrontare gravidanze multiple così da dare un utero a ogni singolo uovo fecondato? Si parla - nel film - di un centinaio di ovuli. Poveretta lei! Senza contare che non sono proprio sicuro che soli 100 ovuli possano essere sufficienti per dar vita a una colonia che possa poi autosostenersi, crescere, e mandare avanti l'intera razza umana.

Nolan ci mostra una razza umana che pare crollata in una specie di oscurantismo medievale che trovo ingiustificato. Si impedisce l'istruzione alle persone. Non si ricerca una soluzione al problema. Si rifiutano i concetti tecnologici già solidificati e facenti parte della nostra storia come fossero... bugie e propaganda. La commissione per l'ingresso a un banale liceo appare quasi come la Santa Inquisizione di fronte a Galileo Galilei... Ma dai, siamo ancora a questo punto?
Solo pochi illuminati continuano a fare ricerca, e lo fanno di nascosto...

Però, c'è parecchio materiale interessante nel film.

Tanto per cominciare: la Endurance. La nave spaziale ci mostra ciò che potrebbe davvero essere concepito per l'eventuale colonia che la NASA ha in studio per la superficie lunare. La nave è composta da un modulo abitativo centrale, e da una serie di moduli disposti in circolo attorno a quello centrale. Gli altri moduli sono quelli che diventeranno gli ambienti abitativi sul suolo del pianeta, o della luna. La Endurance viene assemblata nello spazio, e solo alla fine gli astronauti si agganciano a essa per condurla verso la meta prevista. Certo... la capsula Orion appare molto meno futuristica della navetta che nel film viene usata per decollare dalla Terra e raggiungere la Endurance, ma le tecnologie sono credibili e probabilmente già attuabili oggi. Mi piace.
Il sonno criogenico è il secondo fattore che mi è piaciuto. Solo poche settimane fa avevo linkato su Twitter un articolo che parlava degli studi svolti in questo settore, in prospettiva - sempre - del viaggio umano verso Marte che la NASA prevede di realizzare entro il 2040. Quanto ho visto nel film non si discosta molto da quanto letto in quell'articolo (perdonatemi, non riesco a recuperare il link in questo momento). Niente roba fantascientifica, quindi. Abbassamento della temperatura corporea attraverso un liquido, nutrimento via endovena, eccetera eccetera. Il tutto per ridurre il consumo di ossigeno, cibo, e quant'altro, necessari per il sostentamento dell'equipaggio durante il lungo viaggio.
Per una volta non c'è Dio a salvare la razza umana. Clarke ci mostrava una entità superiore al termine del suo romanzo... che però ha inizio da un monolito inspiegabile che dona agli uomini primitivi un barlume di conoscenza. Qui compaiono strani fenomeni gravitazionali che inizialmente vengono attribuiti a un fantasma, poi a una specie penta-dimensionale che per qualche motivo vuole salvarci, e che poi si rivela per... non posso dirlo. Però questa cosa mi è piaciuta parecchio! 
E mi è piaciuta davvero parecchio perché, visti i presupposti di ignoranza e superstizione medievale che citavo, quest'ultima rivelazione ci porta a una sorta di Illuminismo. Il fatto che ciò fosse pensato e programmato da Nolan mi è suggerito da indizi forniti dalla vicinanza di citazioni bibliche, come il nome della missione - Lazaruss - ispirata a Lazzaro, che morì e risorse per volere di Gesù, a citazioni superstiziose, come il nome della ragazza - Murphy - ispirata alle famose leggi che ci fanno sorridere quando le cose vanno storte, fino alla continua citazione scientifica della terza legge di Newton sul finire del film. Tutto ciò avviene in fasi diverse della pellicola, quasi a voler misurare una sorta di evoluzione intellettuale della vicenda, e a sottendere un messaggio in cui è attraverso la ricerca della conoscenza che si ottiene la salvezza.
Infine, mi è piaciuto il modo in cui viene mostrata la natura umana. Ottima è la figura del Dottor Mann, che in preda alla paura di rimanere per sempre solo e abbandonato, [spoiler] mente così che la missione successiva vada a salvare lui, e non gli altri pionieri, rischiando però di mettere a rischio l'intera umanità [fine spoiler]. Così pure è ottima la figura della scienziata che sceglie quale pianeta andare a visitare per secondo basandosi più sui suoi sentimenti (uno dei pionieri era l'uomo che amava) piuttosto che solo in base ai dati ricevuti dalle trasmissioni radio. L'emotività è alla base delle nostre azioni, e nelle scelte di questi personaggi si riesce a percepire ciò che ci spinge a sopravvivere, a fare scelte, giuste o sbagliate, lasciando alla pura razionalità una posizione secondaria. E' la figura di Cooper che deve fare le scelte più difficili, e non assecondare i sentimenti altrui, ma anche i propri. E' lui che compie il sacrificio più grande, abbandona la famiglia, due volte - per certi versi - convinto però di agire proprio per il loro bene. Insomma, prima viene il cuore, poi il cervello. E se da un lato ciò mette a rischio l'intera missione, e l'intera razza umana, dall'altro rende la vita davvero degna di essere vissuta.

Per concludere: Il film è ricco di pregi e difetti. La fotografia è notevole. La CGI è credibile, ben costruita, e coerente con la realtà (per certi versi, Gravity era molto meno coerente, ma molto più spettacolare). Se il tema scelto per questo film è poco originale (in quanti film la razza umana tenta di salvare sé stessa e il pianeta da cataclismi di vario genere?), la storia non può che essere accattivante. Si guarda volentieri, soprattutto perché ci sono le astronavi, e il bambino che è in me è felice. Nel complesso è un buon prodotto. Tre ore di film che non stancano e ti fanno uscire dalla sala abbastanza soddisfatto. Promosso!



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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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