sabato 13 settembre 2014

X-Men - Giorni Di Un Futuro Passato

Glauco Silvestri
Devo essermi perso qualcosa per strada... Che ci fa Xavier vivo e vegeto 50 anni avanti dal devastante scontro tra mutanti in cui Wolverine uccide da sua amata Ginny? Eppure mi pareva di aver visto tutti i film, compresi quelli dedicati alle origini, di cui questa pellicola dovrebbe fungere da anello di congiunzione. Boh!

Giorni di un futuro passato mi ha fatto tentennare, tant'è che non l'ho visto al cinema, bensì solo ora, seduto comodamente sul divano di casa mia. La trama è semplice, di quelle che - come dicono gli esperti - dovrebbero funzionare, visto che può essere riassunta in due righe.

La guerra tra umani e mutanti è scoppiata, e grazie a enormi robot chiamati Sentinelle, i mutanti stanno avendo la peggio. Per non soccombere si riuniscono per fare l'ultimo, folle, tentativo: mandare Wolverine nel 1973 per impedire a Raven (aka Mistica) di uccidere il progettista delle sentinelle, prima che le realizzi veramente.

Questo è quanto. Il viaggio nel tempo avviene grazie ai super poteri di un mutante, che non manda Wolverine fisicamente indietro, bensì proietta la mente del wolverine attuale nel corpo del wolverine del passato. Ehm... avete capito bene... Il mio senso di incredulità traballa parecchio, e ancora di più accade quando, con lo scorrere del film, abbiamo Xavier del 1973, che seguendo il flusso di pensieri di Wolverine, arriva fin nel futuro per fare una chiacchierata con il sé stesso invecchiato (che in teoria non dovrebbe esserci, perché è morto polverizzato dalla forza di Ginny). Qui non sta in piedi nulla, compresi i prototipi delle sentinelle, già funzionanti nel 1973 (???) quando all'inizio del film c'è un bell'infodump in cui si spiega chiaramente che gli scienziati umani impiegano ben 50 anni per sviluppare quel tipo di tecnologia. E invece ci si dimentica di tutto e nel 73 compaiono dei robottoni stile Robotech/Gundam - senza pilota e pressoché senzienti - che volano e fanno disastri. Ma a fare casino non basta quello. Già nel 1973 si usavano armi di plastica per affrontare Magneto... e credo difficile da spiegare visto poi che nei primi tre film nessuno le impiega fino allo 'scontro finale'.
E' evidente che chi ha scritto e pensato quel film non ha visto i primi tre, pur infilando nei ricordi di Wolverine flashback provenienti da ognuno di essi, più alcuni fotogrammi di Wolverine Origins. E' evidente che si è voluto fare un reboot della saga per dargli nuovo lustro... ma s'è fatto parecchio casino durante le fasi di lavorazione.

Va be'. Dimenticando quanto ho scritto sopra, il film è godibile. Non ha più quel briciolo di ironia che si poteva assaporare nei primi tre film, spesso regalataci da Wolverine (ed è per questo che l'ho sempre considerato il personaggio principe della saga, nonostante abbia sempre avuto ruoli da comprimario). Qui Wolverine sembra giù di tono, e i giovani mutanti non convincono. Persino lo Xavier ubriacone e il Magneto giovane sono ombre rispetto ai caratteri ben costruiti nella trilogia originale.
Però ci si diverte, gli effetti speciali sono ben costruiti, per quanto soffrano di creativi dalla memoria corta, e gli scontri intrattengono alla grande. La rappresentazione storica del 1973 è però carente. A parte le auto, il modo di vestire, e qualche pezzo di film girato in super8, tutto il resto sembra troppo moderno e attuale. Che si vedano Life on Mars, sia la versione Inglese, sia quella Americana... che è meglio!




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

1 commenti:

  1. Sono d'accordo con te su parecchie cose, molte delle quali (alcune incongruenze e degli anacronismi) non me ne ero neanche accorto.
    Comunque, sì, sono stati in molti a sostenere che Singer abbia voluto "sistemare" con una massiccia azione di retcon (che credo sia la prima volta venga adottata al cinema e non solo nei fumetti) tutte le "cazzate" che Brett Ratner aveva messo in X-Men III.
    Days of future past aveva le carte in regola per essere un piccolo capolavoro, ma è venuto fuori molto bene di quanto sperassi.

    RispondiElimina

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