venerdì 26 settembre 2014

Edge of Tomorrow

Glauco Silvestri
Non prendetevela con me, ma i film di fantascienza con Tom Cruise mi convincono sempre. Magari è perché l'attore ha gusti simili ai miei quando sceglie gli script su cui lavorare, oppure è una coincidenza misteriosa, a ogni modo sta di fatto che anche Edge of Tomorrow entra nel lotto dei film di fantascienza da consigliare.

La trama è semplice. Il maggiore Cage è l'ufficio stampa dell'esercito mondiale nella più grande guerra mai sostenuta dall'umanità. Degli alieni sono scesi sul pianeta e hanno dato battaglia sin da subito. Noi umani abbiamo contrattaccato, cinque anni di dura guerra ed Europa e Asia sono andate. L'avversario sembra imbattibile, ma una nuova arma, un esoscheletro che potenzia le capacità delle truppe, ha dato ottimi risultati negli ultimi scontri. Per cui è il momento della riscossa. O si riconquista la Francia, o Londra è perduta, e subito dopo l'America. Cage è reticente a misurarsi sul campo di battaglia, e quando viene inviato sul fronte dal generale, rifiuta l'incarico. Per questo motivo viene ammanettato e spedito lo stesso a combattere come disertore. Totalmente incapace di manovrare l'esoscheletro con il quale si combatte nelle prime fasi di battaglia uccide un alieno quando già è in punto di morte... Ma rimane contaminato dal suo sangue. Ciò lo riporta miracolosamente in vita, un giorno prima di morire; e così accade ogni volta che in battaglia muore. Con il continuo ripetere di questi eventi comincia a conoscere bene le mosse del nemico, a migliorare in battaglia, e cattura l'attenzione di un altro soldato che sembra aver capito tutto e sostiene di poterlo aiutare. 

I motivi per cui mi piace. Intanto si parla del classico imboscato che fa di tutto per non finire al fronte, però viene beccato, e per una volta viene sonoramente punito a ripetizione. Per una volta gli alieni non vengono distrutti con una bomba atomica. Gli alieni non sono invulnerabili, non sono indistruttibili, e non c'è bisogno di trucchi cinematografici per ottenere il lieto fine. La superiorità degli alieni deriva da una tecnologia che consente loro di imparare dagli errori fatti, e di rimediare immediatamente, così da sbaragliare anche il più forte dei nemici (ma non vi svelo come fanno, guardate il film). I terrestri, noi, vinciamo solo per... una botta di sedere che ci permette di approfittare della medesima tecnologia senza però padroneggiarla veramente.
In pratica è un bel mix di effetti speciali, di battaglie, di strategia, di fantascienza pura. Gli attori, Cruise, la Blunt, e tutti i comprimari, reggono bene le loro parti, e per quanto rimangano cliché come il sergente di ferro, la donna soldato, e i marines sbruffoni, alla fine non si esagera mai, e l'insieme è davvero credibile.
Tutto gira alla perfezione.
Se proprio devo trovare un piccolo difetto - ovviamente c'è sempre un difetto - è proprio negli ultimi cinque minuti di film. Cruise fa il suo dovere, distrugge ciò che deve distruggere, e in punto di morte viene contaminato, nuovamente, e per l'ultima volta, dal sangue alieno. Ciò lo riporta in vita... ma questa volta non torna indietro di un giorno, come sempre, ma di due giorni, ovvero prima dell'accusa di essere un disertore... e questa è una forzatura bella e buona per ottenere l'happy end all'americana. Avrebbe potuto morire e basta. Avrebbe potuto morire e riavvolgere ancora una volta la sua vita fino al momento in cui viene mandato in battaglia come disertore. Ma così no... non mi sta bene.

Nel complesso, comunque, è davvero un gran bel film.

Note a margine: Il film è stato tratto da questo racconto.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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