mercoledì 26 marzo 2014

Lockout

Glauco Silvestri
La mano di Luc Besson, in questa pellicola, è davvero leggera. Lockout - in cui lui ha collaborato solamente al soggetto e alla stesura della sceneggiatura - è una pellicola di puro intrattenimento, senza troppi fronzoli, ma con qualche citazione importante.

La trama ci porta in un futuro prossimo. Marion Snow è una sorta di agente speciale dei servizi segreti che, per motivi un po' fuori dalle righe (non posso certo svelarvi il finale del film, no?) viene arrestato con l'accusa di omicidio e tradimento. Ciò gli comporterebbe 50 anni di detenzione in crio-stasi nella prigione di massima sicurezza MS-1, in orbita attorno alla Terra.
Nel frattempo, una giornalista salita sulla stazione orbitante per intervistare il direttore, e investigare sulle voci che indicano la MS-1 come una sorta di laboratorio per studiare gli effetti a lungo termine sull'uomo della presenza nello spazio, viene coinvolta suo malgrado a una rivolta. Le celle criogeniche si aprono una dopo l'altra e 500 pericolosi criminali si impossessano senza troppi problemi della stazione.
Snow viene incaricato di salvare la fanciulla (in realtà figlia 'ribelle' del presidente degli Stati Uniti), per cui viene spedito da solo a bordo della MS-1 per tentare l'impresa.

Azione roccambolesca, battute di humor sul fil di lama, caratteri tagliati col macete, e parecchi cliché che si susseguono uno dopo l'altro. In questo film ho visto citazioni a diversi film che ho amato. Il rapporto tra i due criminali a capo della rivolta - fratelli molto diversi tra loro - mi ha ricordato molto Face Off. Lo scontro nello spazio tra i marines e la MS-1 mi è sembrata una citazione a Star Wars (con tanto di caccia che entra nel tunnel è sgancia il suo colpo mortale direttamente al centro della stazione). Il rapporto tra la bella figlia del presidente e l'eroe mi ha ricordato Trappola in Alto mare.
Ottima la fotografia, un po' meno la CGI, che in alcuni casi risulta molto evidente e in stile "Playstation". Senza lode ne infamia la recitazione. Il film fa il suo dovere, diverte... ed è quello che ci si aspetterebbe da una pellicola di questo tipo, se non fosse per quel nome altisonante messo in copertina che svia un po' le aspettative verso livelli un pochetto più alti.


Lo ammetto! Sono davvero incuriosito dal ChromeCast!



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Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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