mercoledì 19 marzo 2014

After the Dark (The Philosophers)

Glauco Silvestri
Ultima lezione di Filosofia. Siamo a Jakarta. Un gruppo di studenti fronteggia il proprio insegnante. Si aspettano un'ultima giornata rilassata, e invece ecco il test... il più terribile dei test.
Ognuno di loro sceglie un biglietto. Sopra c'è scritta la sua ipotetica professione. E poi inizia l'esercizio di filosofia. Una guerra nucleare, un bunker che può contenere solo 10 persone. Al mondo ci sono solo 1000 bunker fatti così, per un totale di 10000 anime che dovranno ripopolare il pianeta. Chi scegliere?
L'insegnante fa da 'direttore' in questo gioco... e allo stesso tempo partecipa, e funge da jolly, visto che di lui - nessuno - sa nulla.
Vengono fatte le prime selezioni con estrema razionalità. Le donne sono privilegiate... nel mondo post-atomico bisognerà fare figli. Vengono invece discriminati gli artisti, i gelatai, tutti quelli che non potranno essere davvero utili. Il Jolly però si comporta in maniera fredda e calcolatrice. Invece che lasciare agli esclusi una possibilità di salvezza cercando rifugi di fortuna, li fredda con una pistola. Gli altri nove decidono di lasciarlo fuori. Solo che, una volta entrati nel bunker, una volta chiusa la porta, scoprono che quel personaggio era il costruttore del bunker, e solo lui possedeva i codici per aprire la porta.
Il test finisce male. L'insegnante offre una seconda possibilità, aggiunge delle incognite, aggiunge dei dettagli. Alla fine, però, la vita nel bunker evolve nuovamente in tragedia.
E così parte il terzo test... questa volta, però, è Petra a dettare le regole, una studentessa, la più brillante nella classe, perché sospetta che quel test sia rivolto principalmente a lei.

After the Dark non ha sicuramente una trama che profuma di novità. Anche la sua realizzazione - per quanto piacevole e ben costruita - ha dei punti deboli grandi come una casa. L'intro del film, Petra e James che si lasciano dopo una notte d'amore, con la promessa di rivedersi di lì a poche ore all'ultima lezione di Filosofia, è un suggerimento bello e buono a ciò che vuole portare la pellicola. Il comportamento dell'insegnante è tutt'altro che filosofico. Induce gli studenti a usare extrema ratio, la logica, nelle loro scelte. Ma la logica non è frutto della filosofia, giusto? La logica è matematica... mentre la filosofia (prendo da wikipedia) è:

La filosofia è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'uomo, indaga sul senso dell'essere e dell'esistenza umana, tenta di definire la natura e analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.

Per questo motivo il comportamento dell'insegnante è sospetto. E nello svolgersi della trama è evidente che egli [spoiler] si concentra solo sulla coppia James-Petra, e in un qualche modo tende a 'punire' James - che tra le altre cose non è tra i più brillanti degli studenti - per separarlo dalla ragazza. E' ovvio che il professore sia invaghito di Petra, lo si comprende in fretta, e il finale in cui viene rivelata la relazione tra i due diventa scontato al punto da provocare una sorta di sbadiglio.
La consolazione è che gli studenti superano il maestro. Loro, uscendo dai binari imposti dal mentore, riescono realmente ad affrontare il test grazie alle opportunità che lo studiare filosofia ha aperto loro. Hanno salvato i dieci che meglio rappresentavano l'umanità, infischiandosene delle scelte razionali, delle necessità puramente fisiche. E in questo il film vince. I veri filosofi sono gli studenti, mentre il mentore è un uomo bieco e materialista. Un vero, ed efficace, colpo di teatro [spoiler].

Ma c'era bisogno di un contesto così complicato per raccontare una banale storia d'amore che finisce con lo finire della scuola e degli studi? E' una bella domanda! Il film è carino, gli interpreti sono uno più bello dell'altro, ma a brillare per l'interpretazione sono in pochi. Ma se prendete il film perché vi piacciono i test di sopravvivenza, c'è ben altro in circolazione, questo invece, è più che altro un tentativo di mascherare una storia sentimentale con un lato di sci-fi 'pensata', che così pensata non mi pare.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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