martedì 25 febbraio 2014

Stranded (Naufraghi)

Glauco Silvestri
La missione esplorativa diretta su Marte è destinata alla tragedia. Un errore software, una avaria di pochi secondi, e la navicella destinata a condurre gli astronauti sul suolo marziano finisce per precipitare. Nel disastro, l'equipaggio ha la fortuna di sopravvivere. Ma le speranze sono davvero poche. Hanno ossigeno e viveri per un anno. Impossibile attendere una missione di soccorso, a meno che alcuni sopravvissuti non si sacrifichino. Tre dell'equipaggio decidono di abbandonare la navetta. Muniti solo della tuta di sopravvivenza, si avviano a piedi in una improbabile esplorazione umana del suolo marziano. Tutto ciò viene registrato per i posteri. Ma non tutto il male viene per nuocere e...

Se sulla carta Stranded poteva essere interessante, davanti allo schermo si rimane un pochino basiti. Per quanto il film sia una produzione indipendente, e abbia già dodici anni sulle spalle (è del 2002), la sua fattura è comunque discutibile. Interminabili sono i titoli della sigla iniziale, usata in modo poco originale per nascondere la mancanza di fondi, e mostrare l'incidente con pochi fotogrammi distorti tra un titolo e l'altro. I personaggi sono sagomati con una cazzuola da muratore. Il capitano/pilota è freddo come il marmo. Il medico è una cattolica fervente. Il biologo è un pauroso. Il geologo è un ottimista esagerato. Il tecnico elettronico è un pessimista fuori misura. Niente sfumature. Così come niente effetti speciali. Il film è basato quasi totalmente sulla passeggiata sul suolo marziano, ma gli uomini sembrano camminare come fossero sulla Terra. Il fatto che Marte abbia una gravità pari a un terzo della nostra non è mostrato, e si fanno pure errori banali come buttare a terra degli oggetti... la cui caduta evidenzia ancora di più questa lacuna.
I dialoghi sono inverosimili. Mentre il pessimista urla e sbraita che è impossibile fare qualunque cosa, l'ottimista sorride in continuazione offrendo idee astruse tipo "costruire mulini a vento". E il capitano, o magari ancora di più il medico, che dovrebbe cercare di placare le isterie in modo da fare ragionamenti più costruttivi, sta a guardare... e da ragione al pessimista in pochi minuti, senza neppure prendere in esame delle alternative. La nave d'appoggio, visto che il modulo di atterraggio è precipitato, decide ben bene di andarsene così da interrompere tutti i contatti con il resto del sistema solare. [spoiler] Poco plausibili sono persino i danni alla navetta, perde ossigeno e pressione, ma chi sta all'interno, se non ci fossero gli strumenti a lampeggiare vistosamente, neppure si accorgerebbe della differenza... e quando escono per cercare la perdita, che a dir loro dovrebbe essere enorme, visto che le scorte per la sopravvivenza di due persone per tre anni si consumano in poche ore, non si vede nulla, neppure uno sbuffo d'aria condensata dalla carlinga [fine spoiler].
Il finale, poi... va be', è inutile segnalare come [spoiler] il fatto che i canali portino tracce di civiltà aliene, e che queste siano ancora perfettamente funzionanti, e che gli astronauti che si erano sacrificati per salvare i due rimasti nella navetta finiscono per trovare una zona isolata del pianeta dove c'è pressione, aria, acqua, e addirittura cibo! [fine spoiler]

Insomma, è deludente su molti frangenti. Però la passeggiata marziana, per quanto piena di difetti, diventa poeticamente interessante grazie ai racconti di uno degli astronauti, che osservando le lune marziane comincia a citare brani - uno più bello dell'altro - tratti dal romanzo di Burroughs (John Carter di Marte).

Guardabile...



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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