venerdì 21 febbraio 2014

Space Cowboy

Glauco Silvestri
Ogni tanto me lo riguardo volentieri Space Cowboy. Realizzato in un periodo in cui il cinema catastrofista osservava lo spazio e ci proponeva trame una uguale all'altra (minaccia dallo spazio, equipaggio macho che sale sullo shuttle e risolve il problema), questa pellicola non si discosta tanto dal plot standard, ma ce lo racconta con ironia, e un briciolo di romanticismo, che non guasta mai.

Siamo nel 1958, i piloti del Team Dedalus vengono scalzati dal programma spaziale nel momento in cui l'America decide di spostare i finanziamenti dall'US Air Force a un ente neonato, e pubblico, di nome NASA. Ciò ovviamente crea astio tra questi quattro arrembanti militari e la gestione del nuovo ente spaziale... e per quarant'anni Nasa e Team Dedalus prendono strade completamente divergenti. Poi, un bel giorno, un satellite russo (denominato Ikon) esce dall'orbita senza più rispondere ad alcun segnale. I russi chiedono aiuto alla Nasa, e alla Nasa scoprono che Ikon ha un sistema di guida talmente obsoleto da non capirci proprio nulla. Qui entrano in gioco Frank, Hawk, Jerry e Tank, i veterani di Dedalus, e unici sopravvissuti di una tecnologia ormai dimenticata... senza contare che: che diavolo ci fa il sistema di guida dello Skylab su un satellite russo?

Irriverente, scanzonato, al limite del politically correct, questo film è davvero perfetto in ogni sua parte. Tra gli ingredienti c'è la pazzia, c'è il sentimento, c'è l'imbarazzo politico, c'è uno shuttle (il che non guasta), e c'è pure un satellite impazzito. Ma sopra a tutto ciò c'è il desiderio infantile di "andare nello spazio". Un desiderio che ogni maschio umano ha sempre avuto sin dalla sua nascita. Chiedete a un bambino cosa vorrà fare da grande... se non si tratta di un bm che spera di diventare tronista, questo risponderà che vuole fare l'astronauta.
Ebbene... in questo film ci sono 4 bambinoni mai cresciuti che vogliono fare l'astronauta, e a cui è stato tolto il giocattolo quando erano ancora giovani, ma che non rinunciano - mai - neppure se devono ricattare un'intera nazione.
Davvero bello. E il cast è notevole. Ve lo consiglio.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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