giovedì 13 febbraio 2014

Platoon

Glauco Silvestri
Stavo guardando il film, la scena in cui Chris viene messo a svuotare le latrine, che dagli altoparlanti del campo arriva un "Buooongiorno Vieeeetnam"! Come potrete indovinare ho subito pensato a quest'altro film, che affronta lo stesso tema, ma in modo più scanzonato e divertente.

Platoon ha però poco di divertente. Il personaggio principale è Chris, un volontario che decide di andare in guerra perché trovava ingiusto che solo le minoranze etniche e i poveri dovessero rischiare la vita per la patria. Capita in un plotone che ormai ha perso tutta la sua umanità. I nuovi arrivati sono carne morta. Nessuno rivolge loro la parola, o insegna qualcosa, se non dimostrano di potersela cavare da soli per sopravvivere. Il plotone è comandato da un tenente privo di carattere, e così il pugno di uomini è guidato da due sergenti. Elias è più umano, ancora capace di distinguere tra le atrocità di guerra e le atrocità fini a sé stesse. Barnes non è più in grado di fare questa distinzione, ed è disposto a tutto pur di sconfiggere il nemico. Gli uomini del plotone sono così schierati in due fazioni, ognuna appoggia il proprio sergente, e nel marasma generale della guerra, una guerra più piccola, ma altrettanto sanguinaria, devasta i soldati americani fino a renderli veri e propri assassini.

Non andrò oltre a descrivere la trama di questo film, che merita di essere assaporata scena dopo scena, colpo-di-scena dopo colpo-di-scena. Se la vicenda tra i due sergenti può travolgere gli animi, è invece il carattere di Chris al centro dell'attenzione. Da ragazzo per bene proveniente dall'ambiente benestante americano, si trasforma lentamente in qualcosa che neppure lui avrebbe mai potuto immaginare. I suoi nuovi compagni, la figura carica di giustizia di Elias, la spietatezza di Barnes, cambiano ogni sua convinzione e preconcetto. Diventa parte del plotone, diventa macchina da guerra, diventa assassino.

E' un film molto intenso, difficile da digerire. Le sue inquadrature sempre in penombra, ove solo il bianco degl'occhi si mostra alla telecamera, e i vietcong appaiono come ombre che si muovono nel buio, attanaglia profondamente anche lo stato d'animo più scettico. E' un film dedicato agli eroi mortali. E' un film dove non sempre vince la giustizia, è un film schietto che non dà vie di scampo.
Davvero molto potente, intenso. Da vedere.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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