mercoledì 18 dicembre 2013

Gli Intoccabili

Glauco Silvestri
Ci sono tre film che, a mio modesto parere, rappresentano al meglio le storie di Mafia in America. Scarface, L.A. Confidential, e Gli Intoccabili. Qualcuno potrebbe obbiettare che dovrei inserire Il Padrino nella lista, e magari sostituirlo a uno dei tre film che ho citato... in effetti quest'ultimo film meriterebbe di essere presente, ma ammetto che non sono mai riuscito a farmi piacere Marlon Brando, indi per cui...

Ma torniamo a bomba, e parliamo del proibizionismo e di Chicago. Al Capone regna sovrano su questa città, e il traffico di liquori è pressoché inarrestabile. La polizia non può nulla. Girano talmente tanti soldi che la bustarella è diventata di uso comune. Chi non accetta di collaborare sparisce, chi accetta chiude un occhio in favore di una buona bottiglia di Whiskey, e a volte non si tratta neppure di buon Whiskey.
Per risolvere la questione il Dipartimento del Tesoro manda un suo agente a Chicago. Questi, Eliot Ness, giovane e arrembante, si trova subito a lottare contro il muro di gomma dell'omertà, e della corruzione. Per cui organizza una sorta di squadra speciale composta da tre poliziotti di fiducia: Wallace, Stone e Jimmy Malone.
La squadra agisce al di sopra delle leggi convenzionali, sono una sorta di cani sciolti. Colpiscono duro l'organizzazione di Capone. Il loro detto è "se feriscono uno dei tuoi, tu uccidi uno dei loro". E' una lotta all'ultimo sangue... e tutti sapete com'è andata a finire, no?

Film memorabile. Tutti citeranno la famosa sparatoria sulla scalinata, con la carrozzina che cade, e che omaggia un noto film sovietico citato spesso in Fantozzi (rif. La corrazzata Potemkin). Ma ciò che più mi piace di questa pellicola è la capacità di affascinare senza roboanti colonne sonore, senza effetti speciali strabilianti, senza grandi colpi di scena. E' un film puro, recitato magistralmente, che ti proietta nella realtà di quegl'anni, con i silenzi, le riflessioni, i gesti di rabbia, le sparatorie, e le scazzottate nei vicoli. Ogni attore è una vera star agli inizi di carriera. Pensiamo a Kevin Kostner, a Andy Garcia, a Charles Martin Smith... ovviamente Connery fa da mentore a tutti loro. E poi c'è Robert De Niro, nell'importantissimo ruolo di Al Capone, che però nella pellicola appare quasi come un personaggio di secondo piano.
E'... magistrale, uno dei migliori Brian de Palma che abbia mai visto. Tutto è perfetto. E anche se la pellicola risente un pochino degl'anni, rimane sempre un capolavoro. Il resto, come dire, è "solo chiacchiere e distintivo!"




About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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