lunedì 27 maggio 2013

Mater Morbi

Glauco Silvestri
Ho visto nascere Dylan Dog. Sono stato un suo fedele lettore fino al numero 132. Poi ho smesso, sulla spinta di un fastidio evidente, perché dopo il numero 100 la testata aveva perso tutta la sua forza, ed era diventata l'ombra di sé stessa (toccando il fondo con titoli del tipo "il ritorno di..." per richiamare personaggi storici che avevano conquistato il cuore di noi lettori). Venduti i 32 numeri di troppo, per me Dylan Dog era durato 100 numeri esatti, e nel numero 100 avevo visto il giusto epilogo di una saga davvero memorabile.

Passano gli anni, Dylan rimane in edicola con alti e bassi, assieme al coetaneo (più o meno) Nathan Never, seguendone il medesimo destino (anche di NN fui un fedele lettore, anche in questo caso fino al numero 100 e poco oltre... per poi tornare sui miei passi e tenere gelosamente solo i primi 100 numeri). Di recente Nathan ha avuto una sorta di reaload dell'intera saga, un ringiovanimento di cui aveva assolutamente bisogno. E Dylan non è da meno... sembra infatti che Recchioni prenderà le redini di questo personaggio e lo condurrà nel nuovo millennio. Qui, sul suo blog, trovate alcune anticipazioni di cià che avverrà...

Ma se volete capire che ne sarà veramente di Dylan Dog quando sarà nelle mani di questo autore, ebbene vi devo portare indietro nel tempo, al 2009, quando uscì il Dylan Dog numero 280, con il titolo di Mater Morbi. E' qui che Roberto Recchioni incontra per la prima volta l'indagatore dell'incubo.

Oggi, in occasione di quanto sta per accadere in casa Bonelli, è comparso nelle fumetterie una versione lussuosa di Mater Morbi. Incuriosito... l'ho presa! E ho fatto dannatamente bene.

Per chi non lo sapesse, il numero 280 di Dylan Dog fu osannato dagli appassionati. Fu discusso/criticato notevolmente anche dai media. Era il periodo di Welby, si discuteva tanto di eutanasia, e Recchioni scrive una storia di Dylan che finisce per toccare proprio le malattie terminali, l'accanimento terapeutico, e temi così scottanti... in una delle storie più belle di Dylan Dog (per lo meno, nella storia recente dell'indagatore dell'incubo).

Nel formato maxi, con il colore, i chiari scuri, e il tratto magnifico di Carnevale, questo volume mostra il meglio di sé, e di Dylan Dog. La storia è inquietante, proposta con la sensibilità, e la forza, di un autore che... visto il tema... non poteva essere più che perfetto. In Asso, una storia per certi versi autobiografica, Recchioni ci racconta della sua salute più che cagionevole, e del suo assuefarsi alla malattia perché di alternative non ce ne sono. Qui l'idea viene amplificata notevolmente. I testi sono graffianti, e Dylan spara a zero quando si trova faccia a faccia con Mater Morbi, facendole capire che lei è l'unica a non essere amata da nessuno. Tra gli uomini c'è chi ama la vita, e chi ama (perversamente) la morte. Ma nessuno ama la malattia. La malattia allontana tutti, spaventa tutti, e nessuno riesce ad amare quella condizione di vita.

Mater Morbi è un vero Masterpiece dell'epopea di Dylan, mi ha ricordato i primi albi, le storie più cupe, quelle riflessive e profonde "dei miei tempi". Mi ha messo i brividi... e lo stesso Sclavi afferma (su XL) "Roberto Recchioni è più bravo di me. Questa storia fa paura davvero".

Davvero un capolavoro. Questo è il Dylan Dog che mi spingerebbe, sin da ora, a riprendere la lettura degli albi regolari.





About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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